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Affrancamento delle plusvalenze per i risparmiatori.

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Risparmiatori alle prese con la pianificazione fiscale: scade il 30 settembre l’opzione per affrancare il conto titoli conservando l’aliquota del 20% sulle plusvalenze maturate e non realizzate.

Il D.L. 66/2014, per reperire risorse finalizzate al taglio dell’Irpef, ha aumentato la tassazione delle plusvalenze realizzate sui titoli dal 20% al 26%. La nuova aliquota trova applicazione a partire dalle plusvalenze realizzate dal
1.07.2014. Per sfuggire alla maggiore tassazione i contribuenti avrebbero potuto cedere tutti i titoli prima del 1 luglio magari ricomprandoli un secondo dopo. Per rendere superflua questa manovra il legislatore ha pensato ad un affrancamento che ha l’effetto di una cessione seguita dal riacquisto. Il contribuente può, quindi, comunicare alla propria banca l’intenzione di avvalersi dell’affrancamento entro il 30 settembre per ciascun conto titoli. In questo modo il risparmiatore potrà versare l’imposta sostitutiva del 20% sulle plusvalenze maturate al 1 luglio e limitare la tassazione del 26% alle ulteriori plusvalenze maturande. I titoli di Stato italiani, i titoli di Stato di Paesi in white list, i titoli pubblici territoriali (regioni, province, comuni) sfuggono all’aumento impositivo e non sono, conseguentemente, oggetto di affrancamento. Tali titoli sono ancora soggetti all’imposta del 12,5%. Conquistano l’aliquota del 12,50% anche i titoli territoriali esteri. Ciò detto, va osservato che l’affrancamento riguarda tutti gli altri titoli presenti sul conto titoli e quindi il contribuente attento avrebbe potuto distribuire opportunamente i titoli su più conti titoli. Il versamento è effettuato alla banca, ed addebitato al risparmiatore, se il conto titoli è in regime di risparmio amministrato opporre direttamente dal contribuente se il conto titoli è in regime dichiarativo. In questo caso l’affrancamento deve effettuarsi per tutti i titoli in regime dichiarativo. Il versamento va effettuato entro il 17 novembre e – nel solo caso del dichiarativo – indicato in UNICO 2015.
L’Agenzia delle Entrate ha fornito utili indicazioni sul tema con la circolare 19/2014 ricordando che indicazioni del Ministero sono state già fornite nel decreto 13.12.2011 emanato in relazione all’affrancamento delle plusvalenze latenti
previsto dal D.L. n. 138 del 2011.
In occasione dell’affrancamento è possibile compensare le minusvalenze maturate e non scadute. Va ovviamente ricordato che il valore fiscale di tutti i titoli affrancati sarà allineato al maggiore o minore valore degli stessi titoli al 1 luglio
mediante un sistema di riproporzionamento alla nuova aliquota. In sostanza le minusvalenze realizzate al 30.06.2014 saranno ridotte al 76,92% (rapporto tra 20% e 26%) del proprio valore.
Difficile dire, in generale, a chi l’opzione potrà convenire. Il salto d’imposta è di 6 punti, non particolarmente significativo, che sarà recuperato alla cessione solo se il titolo si sarà rivalutato. Ipotesi ovviamente su cui puntano i cassettisti ma
resa meno attraente dalla prospettiva temporale. Interessante la possibilità di sfruttare immediatamente minusvalenze soggette a scadenza. Si tratta, in definitiva, di una facoltà che sarà utilizzata in casi limitati e, auspicabilmente, solo da risparmiatori consapevoli e ben consigliati.

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