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Beni d'impresa ai soci e finanziamenti dei soci 2013 – Comunicazione entro il 30.10.2014

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SOGGETTI OBBLIGATI: l’art. 2, co. 36-sexiesdecies, D.L. 13.8.2011, n. 138, conv. con modif. dalla L. 14.9.2011, n. 148 pone a carico dell’impresa concedente i beni in godimento e dei soggetti utilizzatori l’obbligo di segnalarlo all’Amministrazione finanziaria.

OGGETTO della COMUNICAZIONE: l’adempimento deve essere assolto per ogni bene (strumentale, merce o patrimonio) concesso in godimento nel periodo d’imposta 2013, anche se è stato attribuito in esercizi precedenti, qualora l’utilizzo si sia protratto anche nell’anno oggetto della comunicazione. Devono essere considerati tutti i beni di cui l’impresa ha conseguito la disponibilità, posseduti in proprietà o in base ad un diritto reale, ovvero ricevuti in comodato (C.M. 24/E/2012, par. 2): la comunicazione deve essere effettuata anche per i beni concessi in godimento dall’impresa ai soci o a familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.

ESCLUSIONI: in termini generali, l’obbligo di comunicazione dei beni concessi in godimento non ricorre in tutti i casi in cui non sussista alcun reddito diverso in capo al socio utilizzatore (art. 67, co. 1, lett. h-ter), D.P.R. 917/1986), poiché quest’ultimo ha versato alla società un corrispettivo per l’utilizzo del bene almeno pari al valore normale del diritto di godimento (C.M. 25/E/2012, par. 5.4). Analogamente, è previsto l’esonero per i beni concessi in godimento al socio dipendente o al lavoratore autonomo – purché costituiscano fringe benefit di cui agli artt. 51 e 54, D.P.R. 917/1986 – e per quelli attribuiti agli amministratori (C.M. 24/E/2012) o all’imprenditore individuale.

COMUNICAZIONE dei FINANZIAMENTI e delle CAPITALIZZAZIONI: il Provv. Dir. Agenzia Entrate 2.8.2013, n. 94904 disciplina l’obbligo di comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni effettuate dai soci o dai familiari nei confronti dell’impresa, non essendo espressamente stabilito dal co. 36-septiesdecies dell’art. 2, D.L. 138/2011. L’adempimento è dovuto qualora l’importo complessivo diciascun apporto, distintamente per finanziamenti e capitalizzazioni, sia pari o superiore ad euro 3.600, a nulla rilevando le eventuali restituzioni. Tale limite si riferisce distintamente, per singolo socio, ai finanziamenti annui ed alle capitalizzazioni annue.

FINANZIAMENTI ESCLUSI: secondo quanto stabilito dal punto 3.1 del Provv. Dir. Agenzia Entrate 94904/2013, sono esonerati dall’obbligo di comunicazione “i dati relativi agli apporti già in possessodell’Amministrazione finanziaria“. A mero titolo esemplificativo, e non esaustivo, gli “apporti” già conosciuti dagli organi di controllo possono riguardare i finanziamenti effettuati dai soci persone fisiche con atto scritto o con scrittura privata autenticata, in quanto soggetti all’obbligo di registrazione (nel termine fisso di 20 giorni con imposta proporzionale del 3%, ex art. 9 della Tariffa, Parte Prima, D.P.R. 26.4.1986, n. 131, concernente tutti gli “atti diversi da quelli altrove indicati aventi per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale“), ovvero gli apporti di capitale o di patrimonio risultanti da verbali di assemblea straordinaria redatti davanti ad un notaio, che procede alla successiva registrazione dell’atto presso l’Ufficio competente.

Sono, inoltre, esclusi i finanziamenti erogati alle società da soci a loro volta società o enti, così come quelli erogati dai familiari dei soci, nonché quelli eseguiti dal titolare dell’impresa familiare o dai collaboratori familiari all’impresa stessa.

La rinuncia dei finanziamenti dei soci, non comportando alcun esborso di denaro, non determina alcun obbligo di comunicazione, poiché l’obbligo è vincolato ad un’effettiva immissione di denaro nella società, quale evento rilevante per la ricostruzione sintetica del reddito. Sono, in ogni caso, escluse dall’obbligo di comunicazione le imprese in contabilità semplificata, nonché i contribuenti minimi, i super semplificati(o ex minimi) e coloro che aderiscono al regime delle nuove iniziative produttive, in assenza di un conto dedicato all’attività.

TERMINE di PRESENTAZIONE: il Provv. Dir. Agenzia Entrate 16.4.2014, n. 54581, ha modificato la scadenza per la trasmissione – originariamente fissata al 30.4 dell’anno seguente a quello di riferimento – stabilendo che l’adempimento deve essere assolto “entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i beni sono concessi o permangono in godimento“, oppure in cui i finanziamenti o le capitalizzazioni sono stati ricevuti.

In altre parole, nel caso del contribuente avente il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare 2013, la comunicazione dei beni concessi in godimento, dei finanziamenti e delle capitalizzazioni deve essere presentata entro il 30.10.2014: ai fini dell’individuazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni effettuate nel 2013, è necessario avere riguardo al momento in cui è avvenuta l’effettiva movimentazione finanziaria da parte del socio o familiare, a prescindere dalla data in cui tale soggetto si sia impegnato a versare l’apporto in società.

SANZIONI: l’art. 2, co. 36-sexiesdecies, D.L. 138/2011, prevede che l’omissione della comunicazione, ovvero la trasmissione della stessa sulla base di dati incompleti o non veritieri, comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pari al 30% della differenza tra il valore di mercato ed il corrispettivo, salvo il caso in cui l’impresa non abbia dedotto il costo relativo ai beni ed il beneficiario del godimento abbia assoggettato ad imposizione, come reddito diverso, il maggior valore di mercato rispetto al corrispettivo annuo pattuito. Al ricorrere di quest’ultima ipotesi, è dovuta la minor sanzione prevista dall’art. 11, co. 1, lett. a), D.Lgs. 18.12.1997, n. 471, ovvero quella in misura fissa, da un minimo di euro 258,23 ad un massimo di euro 2.065,83 anziché proporzionale.

Diversamente, nel caso di omessa comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni erogate dai soci, è applicabile la sanzione di cui all’art. 13, co. 2, D.P.R. 29.9.1973, n. 605, ovvero da euro 206,58 ad euro 5.164,57 con possibilità di riduzione alla metà nell’eventualità della trasmissione di dati incompleti oppure inesatti.

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