Home Finanza Incentivati i veicoli «ecologici» anche se non esclusivamente strumentali

Incentivati i veicoli «ecologici» anche se non esclusivamente strumentali

73
0

Imprese e professionisti possono beneficiare dei contributi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni complessive (contributi BEC) di cui agli artt. 17-decies e 17-undecies del DL 83/2012, come modificati dal DL n. 133/2014 .

Occorre, tuttavia, effettuare alcune considerazioni in merito all’utilizzo dei veicoli agevolabili e al trattamento fiscale degli stessi. Con riferimento ai beneficiari degli incentivi, il citato art. 17-undecies prevede il riconoscimento dei contributi per la sostituzione dei veicoli “utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, e destinati ad essere utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa o dati in uso promiscuo ai dipendenti”.

Il richiamo ai veicoli destinati ad essere utilizzati come beni strumentali nell’attività propria d’impresa non deve intendersi necessariamente come “utilizzo esclusivamente strumentale” di cui alla C.M. 48/98; l’avverbio “esclusivamente” è stato, infatti, eliminato dal DL n. 133/2014. L’incentivo è, quindi, applicabile anche ai veicoli “strumentali” all’attività d’impresa e non solo a quelli indispensabili. Inoltre, tenuto conto del riferimento normativo all’esercizio di arti e professioni, dovrebbero essere agevolabili anche i veicoli utilizzati nell’attività professionale, ancorché non siano strumentali nell’attività d’impresa.

La circostanza che il DL Sblocca Italia abbia esteso i contributi anche ai veicoli destinati in uso promiscuo ai dipendenti pone il dubbio dell’applicabilità dell’agevolazione ai veicoli dati in uso promiscuo agli amministratori; questi ultimi potrebbero essere esclusi dall’agevolazione considerato che, in ambito fiscale, il trattamento previsto per i veicoli attribuiti in uso ai dipendenti (deducibilità al 70%) non comprende anche quelli agli amministratori. La norma in questione, tuttavia, non ha valenza strettamente tributaria, per cui si potrebbe sostenere l’applicazione dell’incentivo anche al caso in esame.

Quanto alla determinazione del contributo, lo stesso viene individuato sulla base delle soglie di emissione di CO2 del veicolo acquistato ed è corrisposto dal venditore mediante compensazione con il prezzo di acquisto, come risultante dall’atto d’acquisto, prima delle imposte.
Ad esempio, supponendo che un’impresa (o un professionista) acquisti un nuovo veicolo elettrico con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km, il contributo per il 2014 può arrivare al 20% del costo, fino ad un massimo di 5.000 euro.
Pertanto, considerando un costo del veicolo ante imposte pari a 20.000 euro:
– il contributo riconosciuto è pari a 4.000 euro (20% di 20.000, entro il limite massimo di 5.000 euro);
– di conseguenza, l’imponibile IVA è pari a 16.000 euro e la relativa IVA a 3.520 euro, per un totale di 19.520 euro.

Ricordiamo che la detrazione dell’IVA avviene secondo le regole ordinarie, vale a dire nel limite del 40% ai sensi dell’art. 19-bis1 comma 1 lett. c) del DPR 633/72 se tali veicoli non sono utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione. Non è, infatti, stata prorogata la disposizione di cui all’art. 30 comma 4 della L. n. 388/2000, in base alla quale era consentita la detrazione nella misura del 50% per i veicoli elettrici (nella circ. Agenzia delle Entrate n. 55/2007 viene precisato che tale percentuale di detraibilità non può continuare ad applicarsi in assenza di un’espressa previsione normativa; ciò in ragione del fatto che la richiamata disposizione risulta non più vigente a seguito della sentenza della Corte di Giustizia C-228/05).

Per la detrazione IVA rileva il corrispettivo

Con riferimento ai veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti è, tuttavia, previsto un diverso trattamento ai fini IVA in caso di riconoscimento di un corrispettivo in capo al dipendente. La risoluzione del MEF  n. 8/2008 ha, infatti, precisato che i veicoli utilizzati dal datore di lavoro nell’esercizio dell’impresa e messi a disposizione dei dipendenti, dietro un corrispettivo convenuto specificamente per la possibilità accordata a questi ultimi di utilizzarli anche per scopi privati, sono comunque da considerarsi utilizzati totalmente per l’effettuazione di operazioni poste in essere nell’ambito dell’attività d’impresa; in tal caso, l’imposta afferente l’acquisto dei veicoli stessi sarebbe integralmente detraibile (sempreché non sussistano limitazioni alla detrazione conseguenti all’effettuazione di operazioni esenti o non soggette).

Quanto alla deducibilità dei costi, nonostante i veicoli oggetto dell’agevolazione siano mediamente più costosi rispetto ai veicoli “non ecologici”, l’art. 164 del TUIR non prevede alcuna deroga per tali veicoli agli ordinari criteri di deducibilità (20% nel rispetto del tetto massimo di costo fiscalmente riconosciuto e 70% per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta).

Rispondi