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Via libera definitivo al «Jobs Act»

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La reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro non sarà più prevista nel caso dei licenziamenti economici illegittimi, mentre per quelli disciplinari ingiustificati verrà limitata a “specifiche fattispecie”. Si tratta certamente di una delle novità più significative introdotte alla Camera nel testo del Jobs Act, approvato ieri sera in via definitiva dal Senato con 166 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto, dopo che il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Spetterà ora all’Esecutivo darne attuazione, già entro i prossimi 6 mesi, sulla base delle deleghe contenute nel provvedimento. Ricordiamo che esse sono cinque e riguardano: la razionalizzazione degli ammortizzatori sociali; il riordino della normativa dei servizi per il lavoro e politiche attive; la semplificazione delle procedure e degli adempimenti inerenti la costituzione e la gestione dei rapporti di lavoro; il riordino delle forme contrattuali e dell’attività ispettiva; gli interventi in materia di tutela della genitorialità e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.

Per quanto concerne la delega in materia di ammortizzatori sociali, nel passaggio alla Camera è stato previsto, in primis, che le integrazioni salariali siano precluse solo nel caso in cui lacessazione dell’attività aziendale (o di un ramo di essa) sia definitiva. In secondo luogo, si specifica che i meccanismi standardizzati per la concessione di ammortizzatori sociali debbano essere definiti a livello nazionale.

Anche la delega per la razionalizzazione degli incentivi per l’autoimprenditorialità ha subito un’importante modifica, con la quale è stata introdotta la possibilità di acquisizione delleimprese in crisi da parte dei dipendenti.
Invece, con riferimento alle politiche attive, le modifiche riguardano le procedure per l’istituzione dell’Agenzia nazionale per l’occupazione, prevedendo che essa non debba avvenire, necessariamente, ai sensi dell’art. 8 del DLgs. 300/1999 (ovvero la norma che disciplina in genere l’ordinamento delle agenzie governative).

Novità anche in materia di collocamento obbligatorio dei disabili, laddove il Jobs Act prevede il riordino delle relative procedure previste ai sensi della L. 68/99. Nel corso del passaggio alla Camera è stata maggiormente specificata l’esigenza di promuoverne l’inserimento sociale e di valorizzarne le competenze professionali.
Tuttavia, la disposizione di maggior rilievo riguarda il riordino delle diverse tipologie contrattuali attualmente in vigore. L’intenzione del Governo è quella di esaminare tutte le forme esistenti, per valutarne l’effettiva coerenza con il tessuto occupazionale e con il contesto produttivo, e attuare interventi di semplificazione, modifica o superamento.

In tale ambito, si inserisce la previsione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio. Sul punto, si evidenzia che nel passaggio alla Camera è stata inserita una disposizione che riguarda la disciplina dei licenziamenti illegittimi da applicare relativamente a questo nuovo istituto contrattuale. In particolare, siesclude la possibilità di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro nel caso di licenziamento economico (illegittimo), prevedendo invece un indennizzo economico certo e crescente in relazione all’anzianità di servizio, mentre per quanto riguarda i licenziamenti disciplinari ingiustificati, la reintegrazione dovrà essere limitata a “specifiche fattispecie”.

Reintegra ancora ammessa per licenziamenti nulli e discriminatori

Invece, nulla cambia con riferimento alla disciplina vigente per i licenziamenti nulli e discriminatori, per i quali la reintegra è sempre ammessa. Un’altra novità importante contenuta nel provvedimento riguarda le collaborazioni coordinate e continuative, per le quali è previsto il superamento. Tale disposizione, si inserisce “fugacemente” nell’ambito dell’introduzione, in via sperimentale, del compenso orario minimo applicabile ai rapporti di lavoro subordinato e parasubordinato nei settori non regolati da CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Invece, sulla revisione della disciplina dei controlli a distanza sui lavoratori, nel passaggio alla Camera è stato ristretto il campo di applicazione delle modifiche alle norme vigenti, specificando che esse riguarderanno unicamente i controlli sugli impianti e sugli strumenti di lavoro. Infine, per quanto riguarda la delega in materia di conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, è stata prevista l’introduzione di congedi dedicati alle donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere. Inoltre, si dispone la semplificazione e larazionalizzazione degli organismi, delle competenze e dei fondi operanti in materia di parità e pari opportunità nel lavoro, con il riordino delle procedure connesse alla promozione diazioni positive di competenza del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ferme restando le funzioni in materia di parità e pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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