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Bonus assunzioni qualificate anche con sostituzione del lavoratore

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Il Ministero dello Sviluppo economico, con circolare del 9 gennaio 2015, n. 828, fornisce ulteriori istruzioni e chiarimenti sulle modalità di presentazione delle istanze e sulla corretta fruizione del credito d’imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato di cui all’art. 24 del DL 83/2012.

Inoltre, con decreto 9 gennaio 2015, vengono definite le risorse disponibili per tali assunzioni in relazione all’anno 2013 (pari complessivamente a 59.645.626 euro, di cui due milioni di euro riservati alle start up innovative e incubatori d’impresa e tre milioni di euro alle imprese con sede o unità locali nei territori colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012). Al riguardo, si ricorda che per accedere all’agevolazione relativamente ai costi sostenuti nel 2013, le imprese interessate devono presentare le istanze a partire da lunedì 12 gennaio.

La citata circolare n. 828/2015 fornisce chiarimenti con particolare riferimento ai motivi di revoca dell’agevolazione.
In merito al mancato incremento dell’occupazione complessiva (riferita solo ai dipendenti a tempo indeterminato) dell’impresa beneficiaria nei due (per le PMI) o tre anni successivi a quello in cui è intervenuta l’assunzione per la quale si fruisce del credito d’imposta, viene precisato che per la verifica di tale condizione, occorre fare riferimento, come dato occupazionale complessivo iniziale, al numero dei dipendenti a tempo indeterminato dell’impresa rilevato dal bilancio approvato dal CdA, ed esposto nella Nota integrativa, relativo all’esercizio precedente a quello in cui è intervenuta l’assunzione. Per le imprese che nella Nota integrativa non hanno indicato il dato occupazionale e per le imprese non tenute alla redazione del bilancio, il dato va rilevato dal Libro unico del lavoro, indicando il numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato in essere al 31 dicembre.

La circolare richiama, pertanto, l’attenzione delle imprese e, in particolare, del soggetto certificatore, in sede di compilazione delle istanze, ad inserire correttamente tale dato desumendolo dalla documentazione aziendale. Con i medesimi criteri, il soggetto certificatore provvederà a desumere dalla documentazione aziendale il dato occupazionale che dovrà essere comunicato, ai fini della verifica del mantenimento del credito d’imposta, relativo ai due, o tre, esercizi successivi a quello dell’assunzione. Il mancato rispetto di tale condizione, si ricorda, determina la revoca totale del credito d’imposta concesso, con l’obbligo di restituzione degli importi già fruiti, maggiorati come per legge.

Specifico motivo di revoca è rappresentato, inoltre, dal mancato mantenimento del rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato del personale altamente qualificato per il quale si fruisce del credito d’imposta, per almeno 2 anni, per le PMI, e per almeno 3 anni per le imprese di grande dimensione. Al riguardo, la circolare precisa che, fermo restando l’incremento occupazionale, nel caso in cui il credito d’imposta sia stato concesso per l’assunzione di più dipendenti, l’eventuale mancata conservazione parziale dei nuovi posti di lavoro per i quali si fruisce del credito d’imposta determina la revoca parziale del credito concesso, con riferimento ai singoli dipendenti per i quali il rapporto di lavoro non è stato conservato.

Viene, inoltre, ribadito che l’eventuale mancata conservazione del rapporto di lavoro relativo al profilo altamente qualificato può non costituire causa di revoca dalle agevolazioni qualora il dipendente cessato venga sostituito, entro 60 giorni, da una figura professionale avente le stesse caratteristiche di cui all’art. 2, comma 1, lettere a) e b) del DM 23 ottobre 2013. In tal caso, l’impresa dovrà darne tempestiva comunicazione al Ministero, trasmettendo all’indirizzo PEC cipaq@pec.sviluppoeconomico.gov.it una specifica istanza, redatta secondo lo schema di cui all’Allegato 1 alla circolare in commento, firmata digitalmente dal legale rappresentate dell’impresa unitamente alla dichiarazione del soggetto certificatore, redatta secondo lo schema di cui all’Allegato 2. Viene, altresì, precisato che l’eventuale variazione del costo aziendale relativo al nuovo assunto, in sostituzione del precedente cessato, rileva solo ai fini di un’eventuale riduzione del credito d’imposta già concesso.

Certificazione contabile da aggiornare entro 30 giorni

Viene, infine, precisato che anche per le nuove istanze presentate a partire dal 12 gennaio in merito alle assunzioni di personale altamente qualificato nell’anno 2013, occorre rispettare il termine di 30 giorni dalla ricezione del decreto di concessione del credito d’imposta per l’inserimento, nella piattaforma informatica, del primo aggiornamento della certificazione contabile. Per gli esercizi successivi, l’aggiornamento della certificazione dovrà essere effettuato entro 90 giorni dall’approvazione del bilancio ovvero, per le imprese che non sono tenute all’approvazione del bilancio, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferisce la certificazione.

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