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Lavoro accessorio e nuovi Voucher

Sale a 7mila euro il tetto del lavoro accessorio e voucher solo telematici.

Gli articoli da 51 a 54 dello SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE IL TESTO ORGANICO DELLE TIPOLOGIE CONTRATTUALI E LA REVISIONE DELLA DISCIPLINA DELLE MANSIONI, IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 10 DICEMBRE 2014, N. 183., affermano che per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura subordinata o autonoma che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di un anno civile.

Resta invece fermo a 2 mila euro il limite previsto per ogni singolo committente imprenditore o professionista. Confermato anche il tetto di 3 mila euro per le prestazioni rese da lavoratori che percepiscono prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, per i quali l’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative gli accrediti contributivi derivanti dai buoni lavoro.

Disposizioni specifiche sono invece previste per il settore agricolo , anch’esse immutate rispetto alla legislazione precedente, per cui il lavoro accessorio si applica:

  • alle attività lavorative di natura occasionale rese nell’ambito delle attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e giovani con meno di 25 anni di età iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, o in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università;
  • alle attività agricole svolte a favore di produttori sotto i 7 mila euro di fatturato (articolo 34, comma 6, decreto del Presidente della Repubblica 633/1972), che non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

È vietato il lavoro accessorio nell’ambito di appalti, con eccezioni da determinare con apposito decreto ministeriale.

Buoni lavoro

I buoni lavoro devono essere acquistati dal datore di lavoro esclusivamente in via telematica. Possono continuare ad acquistare i voucher presso le ricevitorie autorizzate, i committenti non imprenditori o professionisti.

Il valore continua a essere pari a 10 euro, mentre nel settore agricolo corrisponde alla retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

I datori di lavoro imprenditori o professionisti, devono comunicare alla DTL (Direzione Territoriale del Lavoro), prima dell’inizio della prestazione, i dati anagrafici,  il codice fiscale del lavoratore e il luogo della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore ai 30 giorni successivi. Questo adempimento va effettuato in via telematica, anche attraverso SMS o posta elettronica.

Il lavoratore riceverà poi i buoni lavoro da un concessionario fra quelli previsti da apposito decreto del ministero: in attesa di questo provvedimenti, i concessionari sono l‘INPS e le agenzie per il lavoro. E’ sempre il concessionario a versare contributi INPS alla gestione separata, pari al 13% del valore nominale del voucher, e quelli INAIL contro gli infortuni, pari al 7%  del buono, trattenendo anche un importo a titolo di rimborso spese (da determinare con il decreto ministeriale).

(Fonte: decreto riordino contratti attuativo del Jobs Act).

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