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Credito d'imposta prima casa

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L’art. 7 della L. n. 448/98 ha previsto, a favore dei contribuenti che vendono l’immobile in relazione al quale abbiano goduto dell’agevolazione prima casa di cui alla nota II bis dell’art. 1 della Tariffa, parte I, allegata al DPR 26 n. 131/86 (TUR), la generazione di un credito d’imposta se successivamente acquistano “a qualsiasi titolo” un nuovo immobile in presenza delle medesime condizioni per usufruire dell’agevolazione.

Per poter usufruire del credito occorre quindi che l’acquirente, che abbia già goduto dell’agevolazione, alieni il precedente immobile e proceda a un nuovo acquisto “a qualsiasi titolo”, in presenza delle condizioni per usufruire dell’agevolazione “prima casa” a patto che il rogito sia stipulato entro un anno dall’alienazione del precedente immobile agevolato.

Il credito così determinato può essere portato in diminuzione dall’imposta di registro, ipotecaria o catastale dovute sull’atto di acquisto agevolato che lo determina (non però dall’IVA ) o, per l’intero importo, dagli atti successivi a quello di acquisto del nuovo immobile.

In alternativa, il credito può essere utilizzato per diminuire l’IRPEF a debito sulla base della prima dichiarazione (Unico) oppure in compensazione ai sensi dell’art. 17 del DLgs. n. 241/97 tramite il modello F24.

Con la recente circolare n. 17/2015, l’Agenzia delle Entrate, precisa innanzitutto che i contribuenti hanno la facoltà di scegliere la modalità di utilizzo del credito loro spettante e, nel caso di utilizzo solo parziale per il pagamento dell’imposta di registro dovuta per l’atto in cui il credito stesso è maturato, l’importo residuo potrà essere utilizzato dal contribuente alternativamente in diminuzione dalle imposte sui redditi delle persone fisiche ovvero in compensazione delle somme dovute ai sensi del D. Lgs. n. 241/97.

Pertanto, in base all’esempio della circolare, nel caso in cui acquistando, con le agevolazioni “prima casa”, si paghi un’imposta di registro di 4.500 euro e, per il secondo acquisto successivo alla vendita del primo immobile agevolato, di un’imposta di 3.200 euro, al contribuente spetterà un credito d’imposta pari al minore dei due importi.
Se tale somma viene utilizzata solo per 1.400 euro in sede di atto, in quanto l’imposta versata sugli acconti prezzo era stata fisicamente versata, allora il contribuente potrà utilizzare il residuo importo di 1.800 euro sia in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data di acquisto del nuovo immobile che in compensazione delle somme dovute, ai sensi del DLgs. n. 241/97.

La circolare ricorda invece che il credito d’imposta, per espressa previsione normativa, non può dar luogo a rimborsi.

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