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Nuova Moratoria PMI

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E’ stato sottoscritto l’Accordo per il credito 2015 (vedi il pdf) o Accordo per la ripresa 2015 previsto dalla cd. Legge di Stabilità 2015 (Art. 1, comma 246). La nuova moratoria dei finanziamenti resterà in vigore fino al 31 dicembre 2017, ma verrà revisionata ogni anno entro il 31 dicembre.

Possono beneficiare dell’Accordo le piccole e medie imprese (PMI) operanti in Italia che, al momento della domanda, siano in bonis (ovvero non presentino posizioni classificate dalla banca come “sofferenze”, “inadempienze probabili” o esposizioni scadute o sconfinanti da oltre 90 giorni).

OGGETTO DELL’ACCORDO

Il nuovo accordo prevede tre iniziative:

A. Imprese in Ripresa (ALL. 1), al fine di concedere sospensione e allungamento dei finanziamenti;

B. Imprese in Sviluppo (ALL.2), al fine di finanziare progetti imprenditoriali di investimento ed il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese;

C. Imprese e PA (ALL.3), al fine di smobilizzare i crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione.


IMPRESE IN RIPRESA

L’accordo prevede due tipologie di operazioni:

A. Operazioni di sospensione dei finanziamenti

1. Operazioni di sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio-lungo termine (di seguito “mutui”), anche se agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie.

2. Operazioni di sospensione per 12 mesi ovvero per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing rispettivamente “immobiliare” ovvero “mobiliare”.

B. Operazioni di allungamento dei finanziamenti

1. Operazioni di allungamento della durata dei mutui.

2. Operazioni di allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine.

3. Operazioni di allungamento per un massimo di 120 giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione ex art. 43 del TUB, perfezionato con o senza cambiali.


IMPRESE IN SVILUPPO

Il presente accordo prevede un finanziamento per gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali all’attività d’impresa, diversi da quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa stessa (ovvero beni merce). Possono essere finanziati anche gli investimenti già avviati nei 6 mesi precedenti al momento di presentazione della domanda. Il finanziamento può essere richiesto sia da imprese singole che da aziende “in rete”. La finalità di investimento deve essere mantenuta per l’intero periodo di durata del finanziamento.

L’accordo prevede inoltre la concessione, alle imprese costituite in forma di società di capitali (inclusa la forma cooperativa), di un finanziamento di importo proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dalle imprese medesime, per finalità di sviluppo imprenditoriale.

Il tasso d’interesse applicabile ai finanziamenti di cui al presente accordo, sarà determinato sulla base di due elementi:

1) il costo della provvista per la banca;

2) uno spread funzione della qualità dell’impresa e del progetto di investimento.


IMPRESE E PA

Le imprese che presentino “esposizioni scadute/sconfinanti” da oltre 90 giorni (e fino ad un massimo di 180 giorni), e che abbiamo crediti “certificati” come certi, liquidi ed esigibili, potranno chiedere ed ottenere:

sconto pro soluto, anche con garanzia dello Stato concessa ai sensi dell’articolo 37 del DL n.66/2014;
anticipazione del credito, con cessione dello stesso (realizzata anche nella forma dello sconto pro solvendo);
anticipazione del credito, senza cessione dello stesso.

La banca potrà valutare la realizzazione dell’operazione, tenuto conto degli impatti e dei vincoli regolamentari.

Condizioni di realizzazione delle operazioni

Nel caso di anticipazione del credito, senza cessione del credito, l’impresa dovrà impegnarsi a dare alla banca/intermediario finanziario un mandato irrevocabile all’incasso del credito vantato nei confronti della PA. oltre accedere alla copertura del Fondo di Garanzia per le PMI o di altro garante equivalente. La durata dell’anticipazione sarà coerente con la data di pagamento del credito e la sua misura non potrà in ogni caso essere inferiore al 70% dell’ammontare del credito che l’impresa vanta nei confronti della PA, al netto di eventuali debiti della stessa impresa rilevati nella certificazione.

Le banche, nella gestione e nella valutazione dell’esposizione complessiva dell’impresa, terranno in adeguata considerazione la circostanza che il rischio di credito delle operazioni derivanti dall’utilizzo del plafond è anche riconducibile alla PA debitrice. Le banche manterranno le linee di credito concesse all’impresa, evitando di computare le anticipazioni per la quota garantita dal Fondo o da altro garante equivalente, ai fini della determinazione della propria esposizione complessiva nei confronti dell’impresa, a condizione che i crediti oggetto della anticipazione non siano stati già considerati dalla banca ai fini di precedenti operazioni di finanziamento e nella certificazione sia presente la data di pagamento.

Il tasso d’interesse/sconto applicabile alle operazioni di smobilizzo di cui al presente accordo sarà determinato sulla base di due elementi:

1) il costo della provvista per la banca;

2) uno spread funzione della qualità dell’impresa, del garante e della struttura/tipologia dell’operazione.

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