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IL DIRITTO CAMERALE PER IL 2015

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Il DM 8.1.2015 ha definito gli importi del diritto camerale dovuto per il 2015, tenendo conto delle riduzioni disposte dall’art. 28 co. 1 del DL 24.6.2014 n. 90, conv. L. 11.8.2014 n. 114. I contenuti del predetto DM erano stati anticipati dalla circ. Min. Sviluppo economico 29.12.2014 n. 227775.

1. PREMESSA

Il diritto camerale annuale rappresenta il tributo dovuto alle Camere di Commercio per l’iscrizione dell’impresa o di altro soggetto nel Registro delle imprese oppure nel REA (Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative).

Normativa di riferimento

La disciplina primaria del tributo è contenuta nell’art. 18 della L. 29.12.93 n. 580, come da ultimo sostituito dall’art. 1 co. 19 del DLgs. 15.2.2010 n. 23.

Il DM attuativo 11.5.2001 n. 359, invece, definisce l’ambito soggettivo, le modalità di determinazione ed il termine di versamento del diritto camerale.

AMBITO SOGGETTIVO

Ai sensi dell’art. 18 co. 4 lett. c) della L. 29.12.93 n. 580 e dell’art. 3 co. 1 del DM 11.5.2001 n. 359, il diritto camerale annuale è dovuto a fronte dell’iscrizione:

  • nel Registro delle imprese, oppure nel REA;
  • effettuata in corso d’anno, oppure risultante al 1° gennaio di ciascun anno.

2.1  ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE

Il diritto camerale annuale è dovuto dai soggetti esercenti attività d’impresa iscritti nel Registro delle imprese, istituito dall’art. 8 della L. 29.12.93 n. 580 e reso operativo dai DPR 7.12.95 n. 581 e 14.12.99 n. 558.

Irrilevanza della data di inizio attività

La circ. Min. Attività produttive 30.1.2004 n. 546959 ha precisato che l’assoggettamento al tributo decorre dal momento di iscrizione o annotazione nel registro sopra richiamato e non dalla data di inizio attività. Ciò vale sia per le imprese sedi principali che per le loro unità locali.

2.1.1  Sezioni del Registro delle imprese

Il Registro delle imprese è unitario sebbene sia suddiviso in diverse sezioni, quella ordinaria e quelle c.d. “speciali” (art. 7 co. 1 del DPR 7.12.95 n. 581).

Nelle tabelle di seguito riportate sono indicati i soggetti tenuti ad iscriversi nelle diverse sezioni del Registro delle imprese.

Sezione ordinaria (art. 7 del DPR 7.12.95 n. 581)
Imprenditori commerciali individuali (art. 2195 c.c. )
Società in nome collettivo e le società in accomandita semplice (artt. 2291 e 2313 c.c. )
Società per azioni, le società in accomandita per azioni e le società a responsabilità limitata (artt. 2328, 2452 e 2462 c.c. )
Società cooperative (art. 2511 c.c. )
Gruppi Europei di Interesse Economico (c.d. “GEIE”) (DLgs. 240/91)
Consorzi e le società consortili (artt. 2612 e 2615-ter c.c. )
Enti pubblici aventi per oggetto esclusivo o principale un’attività commerciale (art. 2201 c.c. )
Società costituite all’estero che hanno, nel territorio italiano, la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale dell’impresa
Aziende speciali di enti locali ed i consorzi tra enti locali (T.U. 267/2000)
Altri soggetti previsti dalla legge
Sezione speciale (art. 2 del DPR 14.12.99 n. 558)
Imprenditori agricoli (art. 2135 c.c. )
Piccoli imprenditori (art. 2083 c.c. )
Imprenditori ittici (art. 4 del DLgs. 9.1.2012 n. 4)
Società semplici
Persone fisiche, le società e i consorzi iscritti negli Albi delle imprese artigiane (L. 8.8.85 n. 443)
Sezione speciale per le società tra professionisti (art. 16 co. 2 del DLgs. 2.2.2001 n. 96 e art. 7 del DM 8.2.2013)
Società costituite tra professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali che rispettino i requisiti indicati nell’art. 10 della L. 12.11.2011 n. 183 e nel DM 8.2.2013 (tra cui le società tra avvocati di cui al DLgs. 2.2.2001 n. 96)
Sezione speciale per le imprese sociali (art. 5 co. 2 del DLgs. 24.3.2006 n. 155 e DM24.1.2008)
Impresa sociale (DLgs. 24.3.2006 n. 155)
Società di mutuo soccorso ex L. 15.4.1886 n. 3818 (art. 23 del DL 18.10.2012 n. 179 e DM6.3.2013)
Sezione speciale per le start up innovative (art. 25 co. 8 del DL 18.10.2012 n. 179)3
Start up innovative
Incubatori certificati

Come vedremo, il diritto camerale è dovuto in misure differenti in base alla sezione, speciale oppure ordinaria, in cui l’impresa è iscritta.

2.1.2  Unità locali e sedi secondarie

Ai sensi dell’art. 7 del DM 359/2001, le imprese che esercitano l’attività anche tramite unità locali sono tenute al pagamento del diritto camerale per ciascuna unità locale.

La previsione si applica alle unità locali di imprese residenti in Italia, nonché alle unità locali e alle sedi secondarie di imprese residenti all’estero.

Per tali soggetti, il versamento va effettuato in favore della CCIAA della Provincia in cui tali entità hanno sede.

Unità locale

A norma dell’art. 1 co. 1 lett. e) del DM 359/2001, per unità locale si intende l’impianto operativo o amministrativo-gestionale, ubicato in luogo diverso da quello della sede, nel quale l’impresa esercita stabilmente una o più attività economiche, dotato di autonomia e di tutti gli strumenti necessari allo svolgimento di una finalità produttiva, o di una sua fase intermedia, cui sono imputabili costi e ricavi relativi alla produzione o alla distribuzione di beni oppure alla prestazione di servizi. Si tratta, ad esempio, di laboratori, officine, stabilimenti, magazzini, depositi, studi professionali, uffici, negozi, filiali, agenzie, centri di formazione, miniere, alberghi, bar, ristoranti.

Sede secondaria

Non consta una definizione normativa di sede secondaria.

La Cassazione, con sentenza 16.5.97 n. 4355, ha affermato che le sedi secondarie, anche se organizzate in forma societaria, non rilevano, sul piano giuridico, come centri autonomi di imputazione giuridica; pertanto, la loro iscrizione nel Registro delle imprese è finalizzata a rendere manifesto il vincolo organico esistente tra l’impresa e le sue ramificazioni e non già ad evidenziare una separazione giuridica rispetto alla sede centrale.

Sembra quindi che siano assoggettate al diritto camerale tutte quelle entità che, pur non costituendo un singolo centro di imputazione giuridica, presentano, tuttavia, un’autonomia tecnico-amministrativa, per quanto più limitata rispetto alla sede centrale.

2.2  ISCRIZIONE NEL REA

Il REA raccoglie tutte quelle notizie di carattere economico, statistico ed amministrativo per le quali la legge preveda la denuncia alle Camere di Commercio, ma non l’obbligo di iscrizione nel Registro delle imprese. A titolo esemplificativo, trovano iscrizione nel REA l’inizio, la modifica e la cessazione di attività, l’apertura e la chiusura di unità locali, le variazioni di residenza di soci e amministratori.

Oltre a ciò, ai sensi dell’art. 9 co. 2 del DPR 7.12.95 n. 581, sono obbligati alla denuncia al REA:

  • gli imprenditori con sede principale all’estero che aprono nel territorio nazionale unità locali;
  • i soggetti non obbligati all’iscrizione in Albi tenuti da ordini o collegi professionali che esercitano nel territorio italiano attività economiche o professionali non a titolo esclusivo o principale, la cui denuncia alla Camera di Commercio sia prevista dalle norme vigenti (non trattandosi di “imprese” o di “imprese aventi la sede principale in Italia” non possono essere iscritti nel Registro delle imprese).

Relativamente all’ultima categoria di soggetti sopra indicata, la circ. Min. Industria 9.1.97 n. 3407 aveva precisato che i soggetti iscrivibili nel REA sono rappresentati da tutte quelle forme di esercizio collettivo di attività economiche di natura commerciale e/o agricola che si collocano in una dimensione di sussidiarietà, di ausiliarietà rispetto l’oggetto principale di natura ideale, culturale, ricreativa, ecc. del soggetto stesso (ad esempio, gli enti pubblici non economici, le associazioni riconosciute e non – comprese le associazioni di categoria, i partiti politici e i sindacati – le fondazioni, i comitati, gli organismi religiosi), ovvero da soggetti, sicuramente non riconducibili – stante la loro situazione di dipendenza da altri soggetti e la loro natura – alla tipologia dell’impresa quali, ad esempio, le aziende speciali delle CCIAA.

Qualora le associazioni, le fondazioni e gli altri soggetti collettivi esercitino un’attività d’impresa in via esclusiva o principale, essi devono iscriversi nella sezione ordinaria del Registro delle imprese.

2.3  AZIENDE SPECIALI E ISTITUZIONI DI ENTI PUBBLICI LOCALI

Ai sensi dell’art. 25 co. 2 del DL 24.1.2012 n. 1, conv. L. 24.3.2012 n. 27, che ha inserito il co. 5-bis all’art. 114 del TUEL (DLgs. 18.8.2000 n. 267), sono tenuti ad iscriversi al Registro delle imprese o al REA anche le aziende speciali e le istituzioni degli enti pubblici locali. La circ. Min. Sviluppo economico 15.4.2014 n. 3669/C, nel commentare la nuova disposizione, ha precisato che:

  • le aziende speciali degli enti locali sono tenute ad iscriversi, attesa la loro enunciata autonomia imprenditoriale, nel Registro delle imprese;
  • mentre le istituzioni, considerata la loro natura di organismo strumentale dell’ente locale per l’esercizio di servizi sociali, sono tenute ad iscriversi nel REA.

L’iscrizione deve essere effettuata entro il 31 maggio di ciascun anno, ossia in una data compresa tra il 1° gennaio e il 31 maggio di ciascun anno, con riferimento agli eventi intervenuti nell’anno precedente (cioè, nell’anno “di nascita” dell’azienda o istituzione). Esemplificando, un’azienda speciale oppure un’istituzione costituite a giugno 2015 sono tenute ad iscriversi, rispettivamente, nel Registro delle imprese e nel REA, in una data compresa tra l’1.1.2016 e il 31.5.2016.

2.4  ESCLUSIONI

Nella tabella di seguito riportata sono indicati i soggetti esclusi dal versamento del diritto camerale per il 2015.

Soggetti Note Riferimento
Imprese (individuali e collettive) per le quali sia stato dichiarato il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa nel 2014 Fatta eccezione per il caso in cui vi sia (e fino a quando non sia cessato) l’esercizio provvisorio dell’attività art. 4 co. 1 del DM 359/2001
Imprese individuali che hanno cessato l’attività nel 2014 Deve essere presentata domanda di cancellazione dal Registro delle imprese entro il 30.1.2015 art. 4 co. 2 del DM 359/2001
Società e altri enti collettivi che hanno approvato il bilancio finale di liquidazione nel 2014 Deve essere presentata domanda di cancellazione dal Registro delle imprese entro il 30.1.2015 art. 4 co. 3 del DM 359/2001
Società cooperative che ricadono nell’ipotesi dell’art. 2545-septiesdecies c.c. (scioglimento per atto dell’autorità governativa)4 Il provvedimento di scioglimento deve essere assunto dall’autorità governativa nel 2014 art. 4 co. 4 del DM 359/2001
Start up innovative e incubatori certificati L’esenzione:

  • opera se sono mantenuti i requisiti qualificanti per l’acquisizione della qualifica di start up innovativa;
  • dura non oltre il quarto anno di iscrizione5.
art. 26 co. 8, secondo periodo, e art. 31 co. 4 del DL 179/2012

DEFINIZIONE DELLA MISURA DEL TRIBUTO

La misura del diritto camerale è determinata, negli importi minimi e massimi, nonché negli importi dovuti in misura fissa, dal Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia, sentite l’Unioncamere e le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale, in base al seguente metodo:

  • individuazione del fabbisogno necessario per l’espletamento dei servizi che il sistema delle CCIAA è tenuto a fornire sull’intero territorio nazionale;
  • detrazione dal predetto fabbisogno di una quota calcolata in relazione ad un obiettivo annuale di efficienza del sistema delle CCIAA nell’espletamento delle funzioni amministrative, sentita l’Unioncamere;
  • copertura del fabbisogno mediante:
    • diritti annuali fissi per i soggetti iscritti al REA e per le imprese individuali iscritte al Registro delle imprese;
    • diritti commisurati al fatturato dell’esercizio precedente per tutti gli altri soggetti (art. 18 co. 4 della L. 29.12.93 n. 580).

Qualora si verifichino variazioni significative del fabbisogno economico delle CCIAA, la misura del diritto annuale viene aggiornata, con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello di riferimento. Pertanto, in assenza del predetto decreto, le misure del diritto camerale restano invariate e continuano ad essere applicate fino all’emanazione di un nuovo DM (nota Min. Sviluppo economico 30.12.2010 n. 201046).

3.1  MAGGIORAZIONI APPLICATE DALLE CAMERE DI COMMERCIO

Avvalendosi della facoltà riconosciuta dall’art. 18 co. 10 della L. 580/93, le Camere di Commercio hanno facoltà di applicare una maggiorazione fino al 20% del diritto ordinariamente dovuto.

Il contribuente, prima di effettuare il versamento del diritto annuale, dovrebbe verificare se la propria Camera di Commercio ha deliberato un’eventuale maggiorazione; quindi, applicare detta maggiorazione sull’importo complessivo dovuto (cfr. nota 19230/2009).

3.2  NON FRAZIONABILITÀ DEL TRIBUTO IN RAPPORTO ALL’ANNO

L’art. 3 co. 2 del DM 11.5.2001 n. 359 dispone che l’importo del diritto camerale non è frazionabile in rapporto alla durata di iscrizione nell’anno.

Pertanto, nessun rilievo ai fini della determinazione del tributo assume la circostanza che l’iscrizione nei registri durerà meno di un anno, oppure che sia stata effettuata per la prima volta in corso d’anno.

3.3  RIDUZIONE DEL DIRITTO ANNUALE DAL 2015

L’art. 28 co. 1 del DL 24.6.2014 n. 90, convertito nella L. 11.8.2014 n. 114, ha disposto la riduzione del diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio per l’iscrizione nel Registro delle imprese o nel REA, a partire dal 2015. La riduzione del tributo è graduale ed è pari al:

  • 35% nel 2015;
  • 40% nel 2016;
  • 50% a decorrere dal 2017.

3.3.1  Base di computo

La base di calcolo su cui applicare le riduzioni corrisponde al diritto annuale determinato per l’anno 2014, come definito dalla circ. MISE 5.12.2013 n. 201237, la quale ha ribadito l’applicazione delle misure stabilite dal DM 21.4.2011.

3.3.2  Revisione dei diritti di segreteria

L’art. 28 co. 2 del DL 90/2014 dispone anche la revisione di alcuni diritti e tariffe di finanziamento delle Camere di Commercio, quali i diritti di segreteria, i proventi derivanti dalla gestione di attività e dalla prestazione di servizi e quelli di natura patrimoniale, i contributi volontari, i lasciti e le donazioni di cittadini o di enti pubblici e privati.

Tali tariffe e diritti saranno definiti sulla base di costi standard definiti dal Ministero dello Sviluppo economico, sentiti la SOSE e Unioncamere, secondo criteri di efficienza da conseguire anche attraverso l’accorpamento degli enti e degli organismi del sistema camerale e lo svolgimento in forma associata delle funzioni.

MISURE DEL TRIBUTO PER IL 2015

Il DM 8.1.2015 ha individuato gli importi del diritto camerale dovuto per il 2015.

A ben vedere, l’art. 1 del citato DM non definisce nello specifico gli importi applicabili, ma rinvia genericamente “alle misure fisse, minime e massime, alle fasce e alle aliquote di fatturato, sia alle misure transitorie definite” dal DM 21.4.2011:

  • “con l’aggiornamento dinamico di tutti i riferimenti e termini temporali indicati
  • e con le riduzioni percentuali dell’importo da versare disposte” dall’art. 28 co. 1 del DL 24.6.2014 n. 90, conv. L. 11.8.2014 n. 114.

I contenuti del predetto DM erano stati anticipati dalla circ. Min. Sviluppo economico 29.12.2014 n. 227775.

4.1  ISCRIZIONI AL REA

I soggetti iscritti al REA devono un tributo fisso pari a 19,50 euro per il 2015.

4.2  SEZIONI SPECIALI DEL REGISTRO DELLE IMPRESE

I soggetti iscritti nelle sezioni speciali del Registro delle imprese corrispondono il tributo nelle misure indicate nella seguente tabella.

Tributo in misura fissa Sede principale Unità locale
Imprese individuali (piccoli imprenditori, imprenditori agricoli, imprese artigiane) 57,20 11,44
Tributo commisurato al fatturato dell’esercizio 2014 Sede principale Unità locale
Società semplici agricole 65,00 13,00
Società semplici non agricole 130,00 26,00
Società tra avvocati ex DLgs.96/2001 130,00 26,00
Altri soggetti iscritti in sezioni speciali del Registro delle imprese Variabile in base al fatturato 20% dell’importo dovuto per la sede principale (massimo 130,00 euro)

Unità locali e sedi secondarie

Per ciascuna unità locale, le imprese versano un importo pari al 20% di quanto dovuto per la sede principale, fino ad un massimo di 130,00 euro.

Per le unità locali o le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero è dovuto un importo pari a 71,50 euro.

4.2.1  Società semplici agricole e non agricole

Per il tributo dovuto dalle società semplici agricole, l’art. 3 co. 3 del DM 21.4.2011 disponeva, in via transitoria, una riduzione del 50% della misura fissa prevista per il primo scaglione di fatturato. La disposizione continua ad essere applicabile per il 2015, con applicazione della riduzione del 35%.

Al riguardo, è stato precisato che devono essere considerate “agricole” le società semplici iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese relative alle “imprese agricole/imprenditori agricoli”, anche qualora non fosse esplicitamente contenuta nella denominazione l’indicazione di “società agricola”.

Per le società semplici non agricole, l’art. 3 co. 2 del DM 21.4.2011 stabiliva, transitoriamente, il diritto annuale nella misura fissa prevista per il primo scaglione di fatturato. La disposizione continua ad essere applicabile per il 2015, con applicazione della riduzione del 35%.

4.2.2  Società tra avvocati

Per le società tra avvocati, l’art. 3 co. 2 del DM 21.4.2011 stabiliva, transitoriamente, il diritto annuale nella misura fissa prevista per il primo scaglione di fatturato6. La disposizione continua ad essere applicabile per il 2015, con applicazione della riduzione del 35%.

Società tra professionisti

Quanto specificamente disposto con riferimento alle società tra avvocati sembrerebbe applicabile anche alle società tra professionisti (di cui all’art. 10 della L. 12.11.2011 n. 183 e al DM 8.2.2013)7. Infatti, come osservato dalla nota Min. Sviluppo economico 17.7.2013 n. 120930, l’art. 7 del DM 8.2.2013 dispone, con funzione di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia, l’iscrizione della società tra professionisti nella sezione speciale del Registro delle imprese originariamente istituita per le società tra avvocati.

La nota citata specifica, inoltre, che “tali tipologie di imprese non rientrano tra i soggetti che la normativa ricomprende tra quelli obbligati al versamento del diritto annuale in un importo definito in misura fissa, ma in un importo commisurato al fatturato dell’esercizio precedente. Come per tutte le altre imprese nel caso del primo anno di iscrizione sono, pertanto, tenute al versamento dell’importo previsto per la prima fascia di fatturato; con riferimento agli anni successivi questo Ministero si riserva di dare indicazioni precise in sede di definizione degli importi del diritto annuale per l’anno 2014”.

Il Ministero dello Sviluppo economico non ha individuato la misura del tributo dovuto dalle società tra professionisti per gli anni successivi a quello di prima iscrizione. Considerando che dette società sono iscritte nella medesima sezione speciale delle società tra avvocati, le stesse dovrebbero versare il tributo per gli anni successivi a quello di iscrizione secondo le medesime regole; pertanto, per il 2015 dovrebbero versare 130,00 euro, in via transitoria8. Il punto, peraltro, necessiterebbe di una conferma ministeriale espressa posto che, in caso di mancato accoglimento della predetta impostazione, le società tra professionisti rientrerebbero ordinariamente tra i soggetti tenuti a determinare il tributo in base al fatturato dell’esercizio precedente9.

4.2.3  Società di mutuo soccorso

La nota Min. Sviluppo economico 17.7.2013 n. 120930 ha precisato che i criteri di determinazione del diritto camerale indicati dalla medesima nota per le società tra professionisti “sono da considerarsi applicabili anche nei confronti delle società di mutuo soccorso” iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese. Pertanto, in linea generale:

  • per il primo anno di iscrizione, è dovuto il tributo corrispondente all’importo dovuto per la prima fascia di fatturato;
  • per gli anni successivi, il tributo è rapportato al fatturato dell’esercizio precedente.

Alla luce di tale chiarimento deve, quindi, ritenersi che le società di mutuo soccorso già iscritte nella sezione speciale in anni precedenti il 2015 debbano determinare il diritto camerale per l’annualità in corso commisurandolo al fatturato dell’esercizio 2014.

D’altra parte, tale soluzione risulta conforme all’art. 18 co. 4 lett. c) della L. 29.12.93 n. 580 e all’art. 3 co. 1 del DM 21.4.2011 secondo cui, ad esclusione delle imprese individuali e degli enti iscritti al REA, tutti gli altri soggetti devono un diritto camerale commisurato al fatturato.

Impresa sociale

Ad analoga conclusione si perviene con riferimento alle imprese sociali, stante l’assenza di una disposizione normativa o di un chiarimento ministeriale che prevedano l’assoggettamento al tributo secondo modalità differenti dalla commisurazione al fatturato.

4.3  SEZIONE ORDINARIA DEL REGISTRO DELLE IMPRESE

I soggetti iscritti nella sezione ordinaria del Registro delle imprese corrispondono il tributo nelle misure indicate nella seguente tabella.

Tributo in misura fissa Sede principale Unità locale
Imprese individuali 130,00 26,00
Tributo commisurato al fatturato dell’esercizio 2014 Sede principale Unità locale
Tutte le altre imprese Variabile in base al fatturato 20% dell’importo dovuto per la sede principale (massimo 130,00 euro)

Unità locali e sedi secondarie

Come indicato per le imprese iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, per ciascuna unità locale deve essere versato un importo pari al 20% di quanto dovuto per la sede principale, fino ad un massimo di 130,00 euro.

Per le unità locali o le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero è dovuto un importo pari a 71,50 euro.

4.4  COMMISURAZIONE DEL DIRITTO CAMERALE AL FATTURATO

I soggetti che determinano il diritto annuale in base al fatturato relativo all’esercizio 2014 devono:

  • applicare ad ogni scaglione di fatturato le aliquote indicate nella tabella di cui al DM 21.4.2011 (di seguito riportata);
  • sommare gli importi dovuti per ogni scaglione di fatturato;
  • solo al termine del calcolo complessivo (cfr. il successivo § 6), applicare la riduzione del 35% (circ. MISE 29.12.2014 n. 227775).
Scaglioni Aliquote Importi dovuti in base agli scaglioni di fatturato (€)
da euro a euro
0 100.000,00 200,00 (importo fisso)
Oltre 100.000,00 250.000,00 0,015% 200,00 + 0,015% della parte eccedente 100.000,00
Oltre 250.000,00 500.000,00 0,013% 222,50 + 0,013% della parte eccedente 250.000,00
Oltre 500.000,00 1.000.000,00 0,010% 255,00 + 0,010% della parte eccedente 500.000,00
Oltre 1.000.000,00 10.000.000,00 0,009% 305,00 + 0,009% della parte eccedente 1.000.000,00
Oltre 10.000.000,00 35.000.000,00 0,005% 1.115,00 + 0,005% della parte eccedente 10.000.000,00
Oltre 35.000.000,00 50.000.000,00 0,003% 2.365,00 + 0,003% della parte eccedente 35.000.000,00
Oltre 50.000.000,00 0,001% (fino a un massimo di 40.000,00 euro) 2.815,00 + 0,001% della parte eccedente 50.000.000,00

La circ. MISE 29.12.2014 n. 227775 ha precisato che anche la misura fissa di 200,00 euro prevista per la prima fascia di fatturato – da utilizzare comunque nel calcolo nell’importo integrale – è soggetta, a conclusione del calcolo, alla riduzione complessiva del 35%, con la conseguenza che, per le imprese con fatturato fino a 100.000,00 euro, l’importo del diritto annuale da versare è pari a 130,00 euro. Parimenti, l’importo massimo da versare, indicato nella tabella in 40.000,00 euro, è soggetto alla riduzione del 35%, con la conseguenza che in nessun caso l’importo da versare sarà superiore a 26.000,00 euro.

Criteri di determinazione del fatturato

L’art. 1 co. 1 lett. f) del DM 11.5.2001 n. 359 dispone che, per la determinazione del fatturato necessario al calcolo del diritto camerale, occorre fare riferimento a precise voci della dichiarazione presentata ai fini IRAP come, da ultimo, individuate dalla nota Min. Sviluppo economico 3.3.2009 n. 19230.

Per i soggetti che non presentano la dichiarazione ai fini IRAP, sono stati indicati diversi criteri di determinazione del fatturato.

Le tabelle seguenti riepilogano i criteri di determinazione del fatturato.

Società di capitali (quadro IC modello IRAP 2015) Voci/Valori di riferimento
Imprese industriali e commerciali Sezione I, righi IC1 e IC5
Banche e altri soggetti finanziari Sezione II, righi IC15 e IC18
Società che esercitano in via prevalente l’attività di assunzione di partecipazioni in enti diversi da quelli creditizi e finanziari (c.d. “holding industriali”) Sezione I e II, righi IC1, IC5 e IC15
Imprese di assicurazioni Somma delle voci I.1, I.3, II.1 e II.4 del Conto economico
Società di persone (quadro IP modello IRAP 2015) Voci/Valori di riferimento
Società che determinano la base imponibile IRAP ai sensi dell’art. 5-bis del DLgs. 446/97 Sezione I, rigo IP1
Società che hanno esercitato l’opzione per la determinazione dell’IRAP secondo le regole delle società di capitali Sezione II, rigo IP13 e IP17
Società che esercitano, in via esclusiva o prevalente, attività di assunzione di partecipazioni in enti diversi da quelli creditizi e finanziari (c.d. “holding industriali”) Sezione II, righi IP13, IP17 e IP18
Persone fisiche (quadro IQ modello IRAP 2015) Voci/Valori di riferimento
Imprese individuali che determinano la base imponibile IRAP ai sensi dell’art. 5-bis del DLgs. 446/97 Sezione I, rigo IQ1
Imprese individuali che hanno esercitato l’opzione per la determinazione dell’IRAP secondo le regole delle società di capitali Sezione II, rigo IQ13 e IQ17
Soggetti in regime forfetario Voci/Valori di riferimento
Società di capitali (es. società sportive dilettantistiche) Somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni e degli altri ricavi e proventi ordinari come rappresentati nelle scritture contabili di cui all’art. 2214 ss. c.c.
Società di persone Rigo IP47 – sezione III del modello IRAP 2015
Imprenditori individuali Rigo IQ41 – sezione III del modello IRAP 2015

In caso di compilazione di più sezioni dello stesso quadro o di più quadri del modello IRAP, occorre sommare i diversi valori riportati nelle diverse sezioni o nei diversi quadri del modello IRAP.

Altri soggetti Voci/Valori di riferimento
Contribuenti che utilizzano il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile Somma dei ricavi di cui alle lett. a) e b) del co. 1 dell’art. 85 del TUIR10
Confidi Voce M031 “Corrispettivi per le prestazioni di garanzia” del Conto economico
Confidi che adottano gli IAS Voce 30 “Commissioni attive” del Conto economico
Società di persone esercenti attività agricola Rigo IP52, sezione IV del modello IRAP 2015

Non concorre alla formazione del fatturato l’importo dell’adeguamento agli studi di settore.

4.5  ISCRIZIONI IN CORSO D’ANNO

Nella tabella seguente sono riepilogati gli importi che i soggetti che si iscrivono nel Registro delle imprese o nel REA nel corso del 2015 sono tenuti a corrispondere a titolo di diritto camerale (cfr. art. 4 del DM 21.4.2011, ai cui importi è applicata la riduzione del 35%).

Sezioni Registro delle imprese Importi
Speciale Imprese individuali 57,20
Società semplici agricole 65,00
Società semplici non agricole 130,00
Società tra professionisti (incluse società tra avvocati) 130,00
Società di mutuo soccorso 130,00
Ordinaria Imprese individuali 130,00
Tutte le altre imprese 130,00
REA Importi
Tutti i soggetti 19,50

Unità locali o sede secondarie

Le nuove unità locali che si iscrivono nel corso del 2015, appartenenti ad imprese già iscritte nel Registro delle imprese, sono tenute al pagamento di un diritto pari al 20% di quello indicato nella precedente tabella (cfr. art. 4 co. 3 del DM 21.4.2011).

4.6  DETERMINAZIONE DEL TRIBUTO IN CASI PARTICOLARI

Il Ministero dello Sviluppo economico (e prima di lui, il Ministro delle Attività produttive) ha chiarito le modalità di determinazione del diritto camerale in alcuni casi particolari che di seguito vengono esaminati.

4.6.1  Imprese in stato di amministrazione straordinaria

La circ. Min. Attività produttive 30.1.2004 n. 546959 ha affermato che le imprese in stato di amministrazione straordinaria ex DLgs. 8.7.99 n. 270 sono soggette al versamento del diritto annuale, almeno sino a quando viene autorizzato l’esercizio d’impresa11.

4.6.2  Trasformazione intervenuta in corso d’anno

Per l’impresa iscritta al Registro delle imprese, il diritto camerale si determina in base alla natura giuridica posseduta al primo gennaio dell’anno di riferimento. Pertanto, è irrilevante se, nel corso del medesimo anno, per effetto di un’operazione di trasformazione, la società muti natura giuridica.

Il diritto camerale relativo all’annualità immediatamente successiva a quella in cui è intervenuta la trasformazione sarà determinato considerando la nuova forma giuridica assunta.

Tali criteri sono stati espressi dalle circ. Min. Attività produttive 24.7.2001 n.3520/C (§ 8) e 25.7.2003 prot. n. 555358.

4.6.3  Trasferimento di sede

La circ. Min. Attività produttive 24.7.2001 n. 3520/C (§ 6) ha precisato che, in caso di trasferimento della sede dell’impresa da una Provincia all’altra in corso d’anno, il diritto è dovuto alla Camera di Commercio della Provincia presso la quale l’impresa risultava iscritta al primo gennaio dell’anno di riferimento.

4.6.4  Società fuse o incorporate

Secondo le indicazioni fornite dalle Camere di Commercio, in caso di fusione societaria, “l’effetto dell’estinzione per le società fuse o incorporate decorre dalla data dell’avvenuta trascrizione dell’atto di fusione da parte della società incorporante o dalla data di nuova costituzione nel Registro delle Imprese della nuova società”.

Non risulta chiaro se, ai fini dell’esonero dal pagamento del diritto camerale per le società fuse o incorporate, oltre ai predetti adempimenti, sia, altresì, necessaria la presentazione di un’apposita domanda di cancellazione dal Registro. In assenza di chiarimenti ufficiali in merito, sembrerebbe opportuno presentare comunque la domanda di cancellazione, posto che, attenendosi all’art. 3 del DM 359/2001, presupposto per il pagamento del tributo non è l’esistenza dell’impresa o l’esercizio dell’attività da parte della medesima, bensì l’iscrizione nel Registro delle imprese alla data del primo gennaio dell’anno12.

4.6.5  Conferimento di unità locali

Le modalità di pagamento del tributo relativo alle unità locali conferite da un’impresa ad altra sono state chiarite dalla nota Min. Attività produttive 5.8.2002 n. 509921.

Nel caso oggetto del chiarimento, una banca aveva proceduto alla costituzione di un nuovo istituto bancario (di cui deteneva l’intero capitale sociale), conferendogli alcune filiali. Venivano quindi depositate presso le CCIAA ove erano ubicate le filiali conferite apposite denunce con cui si dava atto del cambiamento di titolarità delle medesime. Al riguardo, il Ministero aveva precisato che il nuovo istituto bancario era tenuto al versamento del tributo limitatamente alla propria sede legale e non a quello relativo alle filiali conferite, poiché per esse il diritto annuale era già stato assolto dalla banca conferente.

Il chiarimento è esteso anche ai trasferimenti di unità locali che avvengono in occasione di fusioni e scissioni13.

In caso di fusione, la nuova società (fusione in senso stretto) o la società incorporante (fusione per incorporazione) è tenuta al versamento del diritto annuale limitatamente alla sede e alle eventuali unità locali di nuova iscrizione o preesistenti rimaste estranee all’operazione; invece, il diritto annuale relativo alle eventuali unità locali conferite è versato dalle società fuse o incorporate che si sono estinte a seguito dell’operazione. Dall’anno successivo, l’importo del diritto annuale viene corrisposto esclusivamente dalla società nata dalla fusione o dalla società incorporante.

Esemplificando, l’1.8.2014 le società A e B deliberano di fondersi mediante incorporazione di B in A. B possiede, oltre alla sede legale, due unità locali. In tal caso, il diritto camerale per le unità locali:

  • per il 2014, è interamente assolto da B;
  • per il 2015, sarà interamente assolto da A.

In caso di scissione, il diritto relativo alle unità locali conferite è dovuto solo dalla società scissa, mentre le società beneficiarie verseranno il tributo limitatamente alla sede ed alle eventuali altre unità locali preesistenti e non oggetto di conferimento.

VERSAMENTO DEL DIRITTO ANNUALE

5.1  MODALITÀ DI VERSAMENTO

Il diritto camerale deve essere versato:

  • in unica soluzione;
  • con il modello F24:
    • esclusivamente con modalità telematiche, per i titolari di partita IVA (direttamente o tramite intermediari abilitati);
    • tramite presentazione del modello “cartaceo” (presso gli sportelli del concessionario della riscossione, le banche convenzionate e gli uffici postali abilitati), oppure con modalità telematiche, per i soggetti non titolari di partita IVA;
  • utilizzando il codice tributo “3850” – “Diritto camerale” da indicare nella sezione “IMU ed altri tributi locali”.

Imprese iscritte nel corso del 2015

Per le imprese iscritte o annotate nel corso dell’anno, il versamento dell’importo dovuto può essere effettuato, oltre che tramite modello F24, direttamente allo sportello camerale.

5.1.1  Compilazione del modello F24

Nel modello F24, come anno di riferimento, va riportato il 2015; nella casella “Codice ente/codice comune” deve essere indicata la sigla della provincia della CCIAA a cui è indirizzato il pagamento. Se sono dovuti diritti a diverse Camere di Commercio, occorre indicare distintamente gli importi dovuti a ciascuna Camera di Commercio e i relativi codici di riferimento richiesti.

L’importo dovuto:

  • non è rateizzabile (art. 6 co. 1 del DM 21.4.2011);
  • può anche essere compensato con eventuali crediti fiscali e contributivi disponibili.

5.1.2  Nuovi limiti alla presentazione del modello F24 in forma cartacea

Tutti i soggetti (titolari e non titolari di partita IVA) devono tenere conto dei nuovi limiti previsti dall’art. 11 co. 2 del DL 66/2014, applicabili dall’1.10.2014, riguardanti i modelli F24:

  • a saldo zero;
  • contenenti compensazioni;
  • con saldo superiore a 1.000,00 euro14.

Per quanto concerne i modelli F24 il cui saldo finale, per effetto delle compensazioni effettuate, sia di importo pari a zero, viene prevista la presentazione esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. È, quindi, obbligatorio l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate “F24 on line”, “F24 cumulativo” tramite intermediari abilitati, “F24 web”, mentre non è più possibile presentare i modelli F24 in formato cartaceo presso gli sportelli bancari, gli uffici postali o gli Agenti della Riscossione, qualora si tratti di contribuenti non titolari di partita IVA, oppure in via telematica, avvalendosi dei sistemi di home/remote banking collegati al circuito CBI (Corporate banking interbancari) del sistema bancario o di altri sistemi di home banking offerti dagli istituti di credito o dalle Poste.

Per quanto concerne i modelli F24 il cui saldo finale sia positivo, ma siano state effettuate delle compensazioni (vale a dire, qualora nel modello F24 vengano indicati importi a debito superiori agli importi a credito), la relativa presentazione deve avvenire esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione:

  • dall’Agenzia delle Entrate, cioè mediante i suddetti servizi “F24 on line”, “F24 web” e “F24 cumulativo”;
  • oppure dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa, cioè banche, Poste e Agenti della Riscossione.

L’obbligo di utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate o dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa si applica anche nel caso in cui il saldo finale del modello F24 sia di importo superiore a 1.000,00 euro, senza che siano state effettuate delle compensazioni. Si tratta, quindi, del caso in cui il modello F24:

  • evidenzi un importo a debito superiore a 1.000,00 euro;
  • oppure comprenda più importi a debito che, sommati, danno un saldo finale superiore a 1.000,00 euro.

5.2  TERMINI DI VERSAMENTO

Nella tabella di seguito riportata si riepilogano i termini di versamento del diritto camerale.

Imprese iscritte durante il 2015
Entro 30 giorni dalla presentazione della domanda d’iscrizione o d’annotazione al Registro delle imprese o al REA
Imprese iscritte in anni precedenti (art. 8 co. 2 del DM 359/2001)
Entro il termine di versamento del primo acconto delle imposte sui redditi, ossia:

  • per imprese individuali e società di persone:
    • entro il 16 giugno, senza alcuna maggiorazione;
    • oppure entro il 16 luglio, con maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo, da versare con lo stesso codice tributo del diritto annuale;
  • per soggetti IRES:
    • entro il giorno 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, oppure entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio (per i soggetti che, in base a disposizioni di legge, approvano il bilancio oltre il termine di 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio); se il bilancio non è approvato nel termine stabilito, il versamento è comunque effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza del termine stesso;
    • oppure entro i successivi 30 giorni dal termine “ordinariamente” previsto, con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

5.2.1  Società con esercizio non coincidente con l’anno solare

Le imprese con esercizio “a cavallo” d’anno dispongono di un termine di versamento del diritto annuale variabile a seconda del mese di chiusura dell’esercizio (circ. Min. Attività produttive 4.6.2003 n. 553291).

Si consideri, ad esempio, una società di capitali con esercizio dall’1.10.2014 al 30.9.2015 che approva il bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio stesso. In tal caso, entro il 16.3.2016, in occasione del versamento dell’acconto delle imposte per l’esercizio 2015/2016, deve versare il diritto annuale calcolato sulla base del fatturato IRAP indicato nella dichiarazione IRAP 2015 (redditi 2014), indicando come anno di riferimento il 2015.

La citata circ. 553291/2003 non precisa, peraltro, quale sia il DM cui fare riferimento per l’individuazione degli scaglioni di fatturato e delle aliquote applicabili per la determinazione del diritto annuale. Facendo riferimento all’art. 3 co. 1 del DM 359/2001, secondo cui il diritto annuale è dovuto dalle imprese iscritte al 1° gennaio di ogni anno, in assenza di ulteriori chiarimenti ufficiali, sembra ragionevole ritenere che gli scaglioni di fatturato e le aliquote cui fare riferimento siano quelle vigenti per l’esercizio in corso all’1.1.2015.

5.2.2  Società con esercizio “prolungato”

La circ. Min. Attività produttive 25.7.2003 n. 555358 ha esaminato il caso delle società che adottano, al momento della costituzione, un esercizio “prolungato”, ossia avente una durata superiore a 12 mesi. Per chiarezza espositiva, si riporta il passo della circolare.

“Al momento dell’iscrizione nel registro delle imprese, le stesse dovranno versare un diritto annuale relativo all’anno di costituzione.

Dopo la chiusura del loro primo esercizio tali società provvederanno al pagamento della misura del diritto annuale competente; nel caso in specie tale versamento avverrà circa dopo un anno e mezzo dal primo versamento, avvenuto al momento dell’iscrizione.

Quindi alla scadenza del pagamento del diritto annuale, posta tra il momento dell’iscrizione e il momento del pagamento del primo saldo delle imposte, tali società saranno tenute a versare di nuovo lo stesso importo che hanno versato al momento dell’iscrizione, salvo il conguaglio che si renderà necessario in base al fatturato maturato.

Giova fare un esempio pratico:

«Una società si iscrive al registro delle imprese a settembre 2003 e decide di adottare un esercizio prolungato fino al dicembre 2004.

Al momento dell’iscrizione tale società sarà tenuta a versare il diritto annuale in relazione alla prima fascia di fatturato (cioè € 373) a norma dell’articolo 8, comma 4 del decreto 11.05.2001, n. 359.

Alla scadenza del termine di pagamento del diritto annuale per l’anno 2004 tale società non ha ancora concluso il primo esercizio fiscale e non ha, quindi, alcuna base imponibile su cui determinare l’importo del diritto da versare.

Pertanto tale soggetto, entro il termine di pagamento del diritto, coincidente con il termine di pagamento delle imposte sui redditi, sarà tenuta a versare un importo pari a quello versato al momento dell’iscrizione, salvo il conguaglio, in sede di versamento del diritto annuale per l’anno 2005, degli eventuali maggiori importi dovuti in relazione alle fasce di fatturato.

A giugno 2005 tale società provvederà al versamento del diritto annuale per l’anno 2005, calcolato sul fatturato 2004»”.

L’esempio proposto non pare di immediata comprensione in quanto sembrerebbe che la società sia tenuta ad un versamento intermedio nel mese di giugno 2004. Se così fosse, tale impostazione confliggerebbe con quanto stabilito dall’art. 8 co. 2 del DM 359/2001, secondo cui il diritto annuale deve essere versato entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi, e dall’art. 17del DPR 435/2001, secondo cui il primo acconto delle imposte sui redditi è versato unitamente al saldo, entro il giorno 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Nel mese di giugno 2004, invece, la società, non avendo ancora terminato il primo periodo d’imposta, non dovrebbe alcun versamento a titolo di imposte sui redditi.

Premesso che tale fattispecie meriterebbe ulteriori approfondimenti da parte delle Autorità competenti, l’interpretazione più aderente al tenore letterale del dato normativo sembra quella resa dalla CCIAA di Torino secondo la quale, soltanto dopo la chiusura del primo esercizio, le società di capitali devono pagare il diritto annuale sia per l’anno in cui versano il primo acconto delle imposte, sia per l’anno precedente per il quale versano il saldo delle imposte.

Esempio

Una società di capitali si costituisce l’1.10.2014 e chiude il primo esercizio al 31.12.2015 con approvazione del bilancio entro i successivi 120 giorni. Tale società è tenuta entro il:

  • 31.10.2014, al pagamento del diritto annuale dovuto per l’anno 2014;
  • 16.6.2016 al pagamento del diritto annuale dovuto per l’anno 2015 (rapportato al fatturato conseguito nel periodo 1.10.2014 – 31.12.2014) e il diritto annuale dovuto per l’anno 2016 (rapportato al fatturato conseguito nel periodo 1.1.2015 – 31.12.2015).

5.3  ARROTONDAMENTO ALL’UNITÀ DI EURO

Posto che, in sede di versamento con modello F24, il diritto camerale deve essere espresso in unità di euro, con la nota 3.3.2009 n. 19230, il Ministero dello Sviluppo economico ha precisato i relativi criteri di arrotondamento.

Il diritto annuale è determinato attraverso i passaggi indicati nella tabella seguente.

Fasi di computo del diritto camerale Arrotondamenti
Calcolo dell’importo dovuto per la sede legale dell’impresa Devono essere mantenuti cinque decimali. In presenza di più di 5 decimali, si procede all’arrotondamento al 5° decimale:

  • 6° decimale è minore o uguale a 4: arrotondamento per difetto;
  • 6° decimale è uguale o superiore a 5: arrotondamento per eccesso
Calcolo del dovuto per le eventuali unità locali e sedi secondarie prendendo a base l’importo dovuto per la sede legale L’importo calcolato per ciascuna unità locale, mantenendo cinque cifre decimali, deve essere moltiplicato per il numero delle unità locali dell’impresa nell’ambito della stessa Provincia
Calcolo dell’eventuale maggiorazione deliberata dalla singola CCIAA prendendo a base l’importo derivante dalla sommatoria tra diritto relativo alla sede legale dell’impresa e alle unità locali e sedi secondarie Si mantengono sempre cinque cifre decimali
Calcolo dell’importo complessivo (sede legale, unità locali e sedi secondarie, maggiorazione eventuale) L’importo è arrotondato all’unità di euro: se l’importo contiene più di due cifre decimali, occorre prima effettuare l’arrotondamento al centesimo di euro15 e poi procedere all’arrotondamento all’unità16

ESEMPIO DI CALCOLO DEL DIRITTO DOVUTO PER IL 2015

La società Alfa srl, con sede in Milano ed esercizio coincidente con l’anno solare:

  • ha un fatturato, calcolato sulla base dei dati IRAP, pari a 2.610.596,00 euro;
  • possiede 2 unità locali nella stessa Provincia (la CCIAA in cui l’impresa ha la sede legale ha deliberato una maggiorazione del 20% del diritto annuale).

Calcolo in base agli scaglioni di fatturato

Il diritto dovuto per la sede principale è determinato nel seguente modo.

Scaglioni Importi dovuti
1° scaglione fino a 100.000,00 euro 200,00 euro
2° scaglione fino a 250.000,00 euro con aliquota dello 0,015% 22,50 euro
3° scaglione fino a 500.000,00 euro con aliquota dello 0,013% 32,50 euro
4° scaglione fino a 1.000.000,00 euro con aliquota dello 0,010% 50,00 euro
5° scaglione fino a 2.610.596,00 euro con aliquota dello 0,009% 144,95364 euro
Totale arrotondato 449,95364 euro

Calcolo del diritto dovuto per le unità locali

Per ciascuna unità locale è versato un importo pari al 20% di quello dovuto per la sede principale, pari a 89,990728, che arrotondato al quinto decimale è pari a 89,99073 euro.

Importo complessivo dovuto alla CCIAA

L’importo totale è pari a 755,92212 euro così determinato:

  • 449,95364 euro (per la sede legale);
  • 179,98146 euro (89,99073 euro per ciascuna unità locale);
  • 125,98702 euro (maggiorazione del 20% calcolata sulla sommatoria del dovuto per sede legale ed unità secondarie).

Applicazione della riduzione del 35%

Al predetto importo complessivo (755,92212 euro) occorre applicare la riduzione del 35%. Quindi, l’importo dovuto alla CCIAA di Milano è pari a 491,349378 euro. In sede di versamento con il modello F24, l’importo è arrotondato a 491,00 euro.

Di seguito, viene riportata la sezione “IMU ed altri tributi locali” del modello F24, debitamente compilata.

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