Home Fiscale e Tributario Regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità

Regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità

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L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 23 luglio 2015, n. 67/E, ha chiarito che i soggetti che hanno intrapreso un’attività di impresa, arte e professione nel 2015, prima dell’entrata in vigore dell’art. 10, comma 12-undecies del D.L. n. 192/2014, che ha prorogato il regime fiscale di vantaggio degli ex contribuenti minimi, possono validamente applicare tale regime agevolato adottando le opportune rettifiche entro 30 giorni dalla pubblicazione della risoluzione o entro la prima liquidazione Iva successiva (se la stessa scade dopo il predetto termine).

L’opzione deve essere comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2015 (da presentarsi nel 2016) e l’eventuale eccedenza IVA versata e non dovuta potrà essere chiesta a rimborso ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. n. 546 del 1992.

Dal 1° gennaio 2015 il regime forfetario, introdotto dall’art. 1, commi 54 e seguenti, della legge n. 190/2014 (cd. Legge si Stabilità) ha sostituito tutti i regimi fiscali di favore in vigore al 31 dicembre 2014  mediante la loro abrogazione, salvo due eccezioni che riguardano il regime fiscale di vantaggio.

La prima è quella di consentire ai soggetti che in attività al 31 dicembre 2014 applicavano il suddetto regime, la facoltà di continuare ad avvalersene fino al compimento del quinquennio o fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.

La seconda riguarda i soggetti, che avendone i requisiti, si sono avvalsi della scelta nel 2015.

Pertanto, i soggetti che avendo intrapreso un’attività prima dell’entrata in vigore dell’art. 10, comma 12-undecies del D.L. n. 192/2014, volessero optare per tale regime fiscale agevolato, possono farlo adottando le opportune rettifiche entro 30 giorni dalla pubblicazione della risoluzione o entro la prima liquidazione Iva successiva (se la stessa scade dopo il predetto termine). L’opzione deve essere comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2015 (da presentarsi nel 2016) e l’eventuale eccedenza IVA versata e non dovuta potrà essere chiesta a rimborso ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. n. 546 del 1992.

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