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Autoimprenditorialità cambia tutto

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È stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n.206 del 5 settembre scorso la riforma degli incentivi per l’autoimprenditorialità, definendo i nuovi criteri e modalità di concessione delle agevolazioni a favore delle nuove imprese giovanili e femminili.

Ad oggi non si conoscono i fondi effettivamente disponibili e la decorrenza per la presentazione delle domande, ma vediamo sommariamente quali sono le novità.
Gli incentivi sono destinati alle imprese di micro e piccola dimensione con sede nell’intero territorio nazionale (prima novità). Le imprese devono essere costituite sotto forma di società (comprese cooperative) formate da non più di 12 mesi alla data di presentazione della domanda con possesso della qualifica di «impresa giovanile» o «femminile» (seconda novità). Quindi, la compagine societaria potrà essere composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni ovvero da donne. La domanda di agevolazione potrà essere presentata anche da persone fisiche che intendano provvedere alla costituzione di una nuova società (terza novità).
Il sostegno pubblico si concretizza in un finanziamento a tasso zero, a copertura del 75% delle spese ammissibili, che non potranno eccedere l’importo massimo di 1,5 milioni. Non c’è più, pertanto, il contributo a fondo perduto (quarta novità).
I progetti di investimento possono riguardare la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, oppure l’erogazione di servizi in qualsiasi comparto. Sono incluse anche le iniziative del commercio e turismo, nonché la fruizione dei beni culturali e l’innovazione sociale.  Rientrano tra le spese ammissibili fabbricati e opere murarie, macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici e servizi per l’Itc, brevetti, licenze e marchi, consulenze specialistiche. Saranno finanziabili anche i costi sostenuti per la formazione specialistica dei soci e dei dipendenti.
Il finanziamento agevolato dovrà essere restituito entro otto anni ma l’impresa dovrà dimostrare la copertura del 25% dell’investimento complessivo con mezzi propri o finanziamenti di terzi.

Fonte:Decreto MISE e MEF dell’ 8 luglio 2015 n. 140 pubblicato nella G.U. n. 206 del  5 settembre 2015.

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