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In arrivo la proroga della voluntary disclosure

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Nel Consiglio dei Ministri di oggi, venerdì 25 settembre, dovrebbe essere approvato il decreto legge che conterrà la proroga della voluntary disclosure. La proroga si renderebbe necessaria, oltre che a garantire un maggior gettito, anche per scongiurare l’applicazione delle clausole di salvaguardia sull’aumento delle accise e degli acconti IRES e IRAP.

I termini iniziali per l’invio dell’istanza che consente di aderire alla procedura di collaborazione volontaria (c.d. voluntary disclosure) sono il 30 settembre 2015. Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14 settembre 2015 n. 2015/116808 ha leggermente dilazionato i tempi di invio consentendo che la relazione di accompagnamento e la documentazione a supporto possa essere inviata anche oltre il termine del 30/09/2015 ma sempre entro 30 giorni dall’invio dell’istanza.

Cos’è la voluntary disclosure?

La L. 15.12.2014, n. 186 ha introdotto una procedura straordinaria di collaborazione volontaria tesa a consentire ai contribuenti di riparare alle infedeltà dichiarative passate e porre le basi per un futuro rapporto col Fisco basato sulla reciproca fiducia. A tal fine, la legge ha apportato delle modifiche al D.L. 28.6.1990, n. 167 convertito con modificazioni dalla L. 4.8.1990, n. 227, recante la disciplina del cosiddetto «monitoraggio fiscale». Successivamente, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per l’emersione ed il rientro di capitali detenuti all’estero e per l’emersione nazionale. Contestualmente è stata fornita anche una bozza di relazione. Successivi chiarimenti sono giunti con la C.M. 13.3.2015, n. 10/E, la C.M. 16.7.2015, n. 27/E, la C.M. 11.8.2015, n. 30/E e la C.M. 28.8.2015, n. 31/E.

L’adesione alla procedura di voluntary disclosure internazionale e nazionale prevede l’invio di un modello in via telematica all’Agenzia delle Entrate e la presentazione di una relazione entro il termine di 30 giorni dall’invio del Modello.

L’adesione alla procedura non riguarda esclusivamente i soggetti che hanno detenuto investimenti all’estero in violazione del quadro RW ma altresì tutti quelli che hanno omesso di dichiarare redditi prodotti in Italia.

Esempio n. 1
Tizio non ha dichiarato un investimento estero rappresentato da un immobile ereditato 20 anni fa dai genitori. Tizio dovrà procedere alla emersione dell’immobile sanando le violazioni per mancata compilazione del quadro RW. Inoltre, dovrà sanare anche l’omessa dichiarazione degli eventuali redditi prodotti da tale investimento.
Esempio n. 2
Caio ha portato nel 2012 un milione di euro in contanti all’estero, versandoli in un conto corrente. In questo caso, oltre a far emergere il conto ed i relativi redditi, si dovrà dare adeguata giustificazione della somma esportata che potrebbe essere considerata un reddito prodotto nell’anno 2012.
Esempio n. 3
Sempronio non ha alcun investimento all’estero ma ha omesso di battere alcuni scontrini fiscali della società di persone di cui è socio. La società e i soci possono procedere alla disclosure domestica

Indicazioni dell’Agenzia

L’Agenzia ha avuto modo di chiarire che il contribuente può in ogni caso aggiungere altri paragrafi per fornire qualsiasi altra informazione che ritenga utile per la trattazione della procedura di collaborazione volontaria. Il contribuente può presentare e integrare la documentazione e le informazioni utili alla definizione della stessa fino al trentesimo giorno successivo alla presentazione della richiesta di adesione.

La C.M. 31/E/2015 ha precisato che la valutazione degli ulteriori elementi emersi nel lasso di tempo intercorrente tra l’ultima trasmissione utile di documentazione e informazioni e l’emissione dell’atto di accertamento e di contestazione delle violazioni dovrà essere effettuata tenendo conto dell’eccezionalità del caso prospettato e di quanto originariamente indicato nella richiesta, per verificare se il comportamento omissivo del contribuente sia stato improntato a buona fede, ad esempio, perché dovuto ad un errore scusabile o ad una causa di forza maggiore.

Inoltre, la C.M. 30/E/2015 ha chiarito che il contribuente può fornire anche indicazioni in merito a elementi estranei all’ambito applicativo della disclosure, quali ad esempio le informazioni per accertare liberalità indirette. Il Provvedimento ha indicato che se la documentazione allegata alla relazione è in lingua straniera, va corredata da una traduzione in italiano; in particolare, se la documentazione è redatta in inglese, francese, tedesco o spagnolo, la traduzione può essere eseguita a cura del contribuente e da lui sottoscritta; se è redatta in una lingua diversa da quelle indicate va corredata da una traduzione giurata. Solo per la Valle d’Aosta e la Provincia di Bolzano sono ammesse il francese ed il tedesco. Inoltre, non serve la traduzione giurata per lo sloveno se il contribuente, residente nella Regione Friuli Venezia Giulia, appartiene alla minoranza slovena. I contribuenti che si sono cimentati nella procedura hanno trovato particolarmente gravoso tradurre gli estratti conto. In questo caso si ritiene di adottare la soluzione di preparare una legenda che agevoli la lettura, dichiarando di essere a disposizione ad effettuare la traduzione.

Fonte: settimana fiscale de ilsole24ore

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