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Ammortizzatori sociali in deroga – Chiarimenti ministeriali

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Il Ministero del lavoro, con la circolare 2 febbraio 2016, n. 4, ha fornito le indicazioni e i chiarimenti operativi in merito alla vigente normativa in materia di ammortizzatori sociali in deroga, cercando di fare il punto della situazione.

Da un lato, infatti, c’è il D.Lgs. n. 148/2015 che contiene la nuova disciplina in materia di integrazione salariale ordinaria e straordinaria e in materia di fondi di solidarietà., dall’altro, invece, il D.M. n. 83473/2014 che disciplina, invece, i criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, sia in costanza che in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Le due discipline, tiene a sottolineare il Ministero, non si sovrappongono ma sono tra loro complementari in quanto gli ammortizzatori in deroga intervengono nei casi non disciplinati dal D.Lgs. n. 148/2015, allo scopo di fornire tutela a lavoratori che altrimenti ne sarebbero privi.

Per l’anno 2016 gli ammortizzatori sociali in deroga sono stati rifinanziati dall’art. 1, comma 304, della legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016) che ha, altresì, previsto che a decorrere dal 1° gennaio 2016:

  • il trattamento di integrazione salariale in deroga, fermo restando, quanto disposto dall’articolo 2 del D.M. n. 83473/ 2014, che disciplina le condizioni in presenza delle quali può essere concessa la C.i.g. in deroga, può essere concesso o prorogato per un periodo non superiore a tre mesi nell’arco di un anno;
  • il trattamento di mobilità in deroga alla vigente normativa, a parziale rettifica di quanto stabilito dall’art. 3, comma 5, del D.M. n. 83473/2014, non può essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento abbiano già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi.

Per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di quattro mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree di cui al T.U. approvato con D.P.R. n. 218/1978.

Per tali lavoratori il periodo concedibile, non può, comunque, eccedere il periodo di tre anni e quattro mesi.

 Soggetti beneficiari                                                                                                                                                            

L’integrazione salariale in deroga può essere concessa o prorogata ai lavoratori subordinati che abbiano i seguenti requisiti:

  • qualifica di operai o, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti e i lavoratori somministrati;
  • conseguimento di un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno dodici mesi alla data di inizio del periodo di intervento. Il D.M. n. 83473/2014 detta, quindi, una disciplina a carattere complementare rispetto a quanto previsto dall’art. 1, comma 2, del D.Lgs n. 148/ 2015, che, invece, stabilisce un’anzianità lavorativa di 90 gg di lavoro effettivo dalla data di presentazione della domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale.

Contributo addizionale                                                                                                                                                      

L’art. 5 del D.Lgs. n. 148/2015 ha introdotto una nuova disciplina (c.d. contributo d’uso) per il contributo addizionale a carico delle imprese che presentano domanda di integrazione salariale che trova applicazione per tutte le tipologie di cassa integrazione, ivi compresa la cassa integrazione in deroga.

In particolare, viene prevista una misura progressiva per il contributo addizionale, da calcolarsi sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate:

  • pari al 9%, relativamente ai periodi di integrazione salariale ordinaria e straordinaria fruiti all’interno di uno o più interventi concessi sino ad un limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile;
  • pari al 12%,oltre al limite di 52 e sino a 104 settimane in un quinquennio mobile;
  • del 15%, oltre al limite di 104 settimane in un quinquennio mobile.

Modalità di erogazione e termine per il rimborso delle prestazioni                                                                

Anche per la cassa integrazione in deroga il conguaglio o la richiesta di rimborso delle integrazioni corrisposte ai lavoratori devono essere effettuati, a pena decadenza, entro 6 mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data del provvedimento di concessione, se successivo.

Termini di presentazione della domanda                                                                                                                   

Per i trattamenti in deroga, l’art. 2, comma 7, del D.M. n. 83473/2014 stabilisce che l’azienda deve presentare, in via telematica, all’Inps e alla Regione, la domanda di concessione o proroga del trattamento di integrazione salariale in deroga, corredata dall’accordo, entro venti giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. In caso di presentazione tardiva della domanda, il trattamento di C.i.g. in deroga decorre dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda.

Trattamento di fine rapporto                                                                                                                                          

Il Ministero chiarisce che non può essere rimborsato dall’Inps il trattamento di integrazione salariale in deroga, e il rimborso delle quote di T.f.r. maturate durante il periodo “ininterrotto” di sospensione dal lavoro seguito dalla risoluzione del rapporto di lavoro stesso. La corresponsione delle quote di T.f.r. maturate durante il periodo di intervento di integrazione salariale in deroga resta, pertanto, a carico del datore di lavoro.

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