Home Finanza “PACCHETTO IMPRESE” – CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER LE IMPRESE DELLA LOMBARDIA

“PACCHETTO IMPRESE” – CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER LE IMPRESE DELLA LOMBARDIA

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Di seguito si propongono alcune misure previste dalla regione Lombardia per sostenere le imprese sul territorio regionale e stimolarle alla riattivazione dei processi produttivi e dei servizi offerti, attraverso contributi a fondo perduto, e allo stesso tempo incentivandole ad una ripresa dell’attività nella piena sicurezza sanitaria di tutti gli agenti coinvolti, operai, clienti e fornitori.

Che cos’è il “Pacchetto Imprese”?

Supportato dallo slogan “Ricominciamo Sicuri”, il “Pacchetto Imprese” è un insieme di misure destinate alle MPMI (micro, piccole e medie imprese) con sede sul territorio Lombardo. L’obiettivo di tali misure è quello di supportare le imprese nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus, e consentire loro di adeguarsi ai livelli di sicurezza emanati dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Tra le quattro linee del pacchetto, ne analizziamo di seguito tre:

Safe Working – Io Riapro Sicuro

Il provvedimento “Safe Working-Io riapro sicuro”, approvato martedì 5 maggio dalla Giunta della Regione Lombardia, è rivolto alle micro imprese e alle piccole imprese. Si tratta di un contributo a fondo perduto per interventi, strutturali e non, finalizzati alla sicurezza sanitaria dei lavoratori, dei fornitori e dei clienti. Prevede un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese ammesse per le piccole imprese, e fino al 70% delle spese ammesse per le micro imprese. Il contributo è concesso nel limite massimo di 25.000€. L’investimento minimo richiesto è di 2.000€.

Chi può artecipare

I settori interessati da tale provvedimento sono:

  • Commercio al dettaglio;
  • Pubblici esercizi (bar e ristoranti);
  • Artigianato;
  • Manifatturiero;
  • Edilizia;
  • Servizi;

Le spese ammissibili

Le spese ritenute ammissibili saranno quelle sostenute a partire dal DPCM 22 marzo 2020 effettuate per:

  • Macchinari per la sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali;
  • Strumenti di aerazione e purificazione dell’aria (anche portatili);
  • Strumenti di igienizzazione per i clienti/utenti (dispenser di igienizzanti e simili)
  • Interventi strutturali o temporanei nonché arredi necessari a garantire il rispetto delle misure di distanziamento sociale (parafiato, separé, dehors);
  • Acquisto di prestazioni e/o strumenti relativi al monitoraggio e controllo dell’affollamento dei locali;
  • Acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, occhiali);
  • Acquisto di strumenti per la misurazione della temperatura corporea a distanza (termoscanner);
  • Sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali;
  • Strumenti di comunicazione (segnaletica);
  • Interventi formativi sulle prescrizioni e sui protocolli da adottare nell’esercizio dell’attività.

Come partecipare

Il bando per partecipare e richiedere il contributo sarà emanato entro il 20 maggio 2020 e saranno rese note le modalità di accesso alla richiesta.

La dotazione finanziaria messa a disposizione per il  Safe Working-Io riapro sicuro ammonta a circa 18,6 MLN di €.

Bando Faber 2020

Il “Bando Faber”, già sperimentato con successo nel 2019, si ripropone nel 2020 come misura di contrasto agli effetti prodotti dall’emergenza coronavirus nel tessuto economico e sociale. È rivolto alle micro e piccole imprese manifatturiere, edili ed artigiane per la realizzazione di investimenti produttivi mediante l’acquisto di macchinari, impianti di produzione e attrezzature. L’agevolazione si configura come contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese considerate ammissibili, nel limite massimo di 35.000€.

L’investimento minimo è fissato in 25.000€. L’erogazione avverrà a saldo.

Chi può partecipare

Possono partecipare al bando i soggetti in possesso dei seguenti requisiti:

  • Essere Micro o Piccola impresa ai sensi dell’Allegato I del Reg. UE 651/2014;
  • Avere almeno una sede operativa o un’unità locale attiva in Lombardia, come risultante da visura camerale, oggetto dell’intervento; In tale sede deve essere realizzato l’investimento ed ubicati i beni agevolati.
  • Essere regolarmente iscritte al Registro delle Imprese;
  • Essere attive da almeno 24 mesi alla data di presentazione della domanda;
  • Non rientrare nel campo di esclusione di cui all’art.1 del Reg. (CE) 1407/2013 (de minimis);
  • Non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi situazione equivalente secondo la normativa statale vigente;
  • Svolgere, nella sede oggetto di intervento (sede operativa/unità locale dell’impresa) un’attività classificata come segue:
    –  impresa artigiana iscritta alla sezione speciale del Registro Imprese delle Camere di Commercio. Sono escluse le imprese artigiane afferenti al codice Ateco, sezione A (agricoltura, silvicoltura e pesca), ad eccezione delle imprese agromeccaniche (sezione A Codice 01.61.00) iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia, in attuazione del decreto n. 1132 del 17/02/2015, ai sensi della l.r. 31/2008 ART. 13 BIS;
    – imprese manifatturiere codice Ateco 2007 sezione C;
    – imprese edili codice Ateco 2007 sezione F.

Le spese ammissibili

Sono ammissibili le spese sostenute (fatturate e quietanziate) a partire dal 25 febbraio 2020 e non oltre il 16 dicembre 2020; Sono ammissibili al contributo, al netto di IVA, le voci di costo relative ad acquisto e relativa installazione (ivi compresi montaggio, trasporto e formazione solo se inseriti nella fattura di acquisto) di:

  • nuovi macchinari, nuovi impianti di produzione e nuove attrezzature strettamente funzionali all’obiettivo dell’investimento;
  • nuove macchine operatrici, definite all’art. 58 del D.lgs. 285/1992 “Nuovo Codice della strada” e relative attrezzature;
  • beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni software) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0» e unicamente correlati all’acquisto di macchinari, impianti di produzione ed attrezzature di cui alla voce di spesa a);
  • opere murarie strettamente connesse all’installazione dei beni materiali di cui alla lettera a) entro un limite massimo del 20% delle spese ammissibili di cui alla lettera a);
  • formazione per i dipendenti dell’impresa strettamente connessa all’introduzione e all’utilizzo dei macchinari, delle macchine e dei beni immateriali di nuova installazione entro il limite del 10% della somma di cui alle lettere a), b) e c);
  • strumenti e macchinari per la sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali e sistemi di misura e controllo della temperatura corporea a distanza anche con sistemi di rilevazione biometrica, solo se in aggiunta all’acquisto di uno o più beni direttamente connessi alla produzione di cui alle voci di costo a) e b) entro il limite del 20% della somma di cui alle lettere a), b) e c).Le voci di costo a), b) e c) ammissibili sono esclusivamente quelle contenute negli elenchi forniti nell’Allegato B del Decreto di approvazione del Bando.

Come partecipare

Per partecipare è necessario presentare domanda esclusivamente online sul sito www.bandi.servizirl.it a partire dalla ore 10:00 del 19 maggio 2020 ed entro le ore 12:00 del 19 giugno 2020. Per poter fare richiesta online bisogna registrarsi come utente e ottenere le credenziali di accesso; compilare il profilo dell’impresa, con tutti i dati richiesti dal sistema; attendere la validazione del profilo creato, che avverrà dopo la verifica dei dati inseriti, nel limite di 16 ore lavorative.

La dotazione finanziaria messa a disposizione per il progetto Faber2020 è di 5MLN di €.

Produzione di dispositivi medici e DPI

Anche in questo caso si tratta di un contributo a fondo perduto fino al 75% delle spese ammissibili, per le micro, piccole e medie imprese che ampliano o che riconvertono le unità produttive adibite alla realizzazione di DM (dispositivi medici) o di DPI (dispositivi di protezione individuale). Questa misura offre un duplice supporto, alle imprese ed anche alla società, poiché l’obiettivo, oltre che puntare alla ripartenza delle imprese, è anche quello di soddisfare la grande richiesta di DI e DPI durante la fase 2. Il contributo è concesso nel limite massimo di 500.000€, secondo il seguente schema:

  • fino a 500.000 se l’investimento si completa e si avvia la produzione entro i 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando;
  • fino a 400.000 se l’investimento si completa e si avvia la produzione entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del bando;
  • fino a 300.000 se l’investimento si completa e si avvia la produzione entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del bando.

L’investimento minimo è fissato in 40.000 (di spese ammissibili).

Chi può partecipare

Possono presentare domanda le MPMI aventi almeno una sede operativa o un’unità locale in Lombardia e operanti nei settori del manifatturiero (di cui al codice Ateco C) e dell’artigianato (iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio). Attenzione: sono escluse le imprese che hanno beneficiato del contributo di Invitalia previsto dall’intervento Cura Italia.  Le imprese possono presentare domanda di partecipazione all’iniziativa se risultano in possesso della certificazione relativa ai DPI e ai DM rilasciata da un ente certificatore.

Le spese ammissibili

Sono definite ammissibili le spese sostenute a partire dall’8 marzo 2020 per:

  • acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, comprensivo di costi di collaudi e formazione connessa all’introduzione e all’utilizzo degli stessi;
  • opere murarie strettamente necessarie all’installazione dei macchinari e adeguamento della relativa impiantistica per un valore massimo del 20% delle spese di macchinari;
  • programmi informatici in relazione alle esigenze produttive e gestionali dell’azienda connessi all’investimento;
  • costi per i test di laboratorio e la certificazione di DM e DPI;
  • spese generali fino al massimo del 10% delle spese ritenute ammissibili.

Come partecipare

Il bando dovrà essere emanato entro 30 giorni dalla delibera che ha approvato la misura, avvenuta in data 5 maggio 2020. L’assegnazione del contributo avverrà attraverso una “procedura valutativa a sportello”, che terrà conto dell’ordine cronologico di invio telematico della richiesta. L’impresa presenterà richiesta di contributo dopo aver effettuato l’investimento e ultimato i lavori di installazione, allegando i relativi giustificativi di spesa quietanzati. Le domande di contributo corredate dalla rendicontazione dovranno pervenire entro e non oltre il 15 ottobre 2020 e comunque entro la data di sospensione dello sportello per eventuale esaurimento delle risorse come stabilito al punto dotazione finanziari.

La dotazione finanziaria per il Bando è di 10 MLN di €.

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