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Sisma Bonus: si all’abbattimento e ricostruzione con aumento di volume

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Se, a seguito della demolizione e della ricostruzione del fabbricato, l’aumento volumetria è dovuto «esclusivamente» dall’adeguamento «antisismico» dell’edificio, l’intervento non deve essere considerato, nel suo complesso una «nuova costruzione», pertanto, può spettare la detrazione per l’acquirente dell’unità immobiliare, facente parte di questo fabbricato, demolito e ricostruito dall’impresa di costruzione o ristrutturazione, ai sensi dell’articolo 16-bis, comma 3, Tuir. Il chiarimento è estendibile anche a tutte le altre detrazioni edili che non consentono l’ampliamento volumetrico dell’edificio (ecobonus, sismabonus, eccetera).

Il chiarimento lo ha fornito l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 195 del  30 giugno 2020.

“qualora gli interventi di cui al comma 1-quater [del medesimo articolo 16] siano realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1,2 e 3 (…) mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che provvedano, entro diciotto mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’immobile, le detrazioni dall’imposta di cui al primo e al secondo periodo del medesimo comma 1-quater spettano all’acquirente delle unità immobiliari, rispettivamente nella misura del 75 per cento e dell’85 per cento del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita e comunque, entro un ammontare massimo di spesa pari a 96 mila euro per ciascuna unità immobiliare (…)”.

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