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Esercizio abusivo della professione di esperto contabile

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La redazione di bilanci e la consulenza per società di capitali svolta da chi non abbia un’abilitazione e in modo da indurre il cliente in errore circa il possesso di specifica abilitazione comporta l’esercizio abusivo della professione di esperto contabile e non di dottore commercialista.

A precisarlo è la Corte di cassazione con la sentenza 14815/2017 depositata il 27 marzo 2017.

Motivazioni

Integra l’esercizio abusivo della professione il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva a una determinata professione, siano univocamente individuati come di competenza specifica di essa allorché lo stesso compimento venga realizzato con modalità tali da creare, in assenza di indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un’attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato.

Attività riservate a commercialisti ed esperti contabili

I giudici di legittimità hanno ricordato che con il Dlgs 139/2005 sono state individuate una serie di attività di riconosciuta competenza tecnica per gli iscritti alla sezione A (commercialisti) dell’Albo e alla sezione B (esperti contabili).

Attività riservate agli esperti contabili

Rientrano nella competenza degli esperti contabili: “la tenuta e redazione dei libri contabili, fiscali e del lavoro, il controllo della documentazione contabile, la revisione e certificazione contabile, l’elaborazione e predisposizione delle dichiarazioni e degli ulteriori adempimenti“.

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