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Conservare crediti inesigibili in bilancio può costare caro all'imprenditore

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L’imprenditore che conserva in bilancio un credito inesigibile rischia una condanna per falso in bilancio se non addirittura la responsabilità per bancarotta.

Il chiarimento arriva dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 29885/2017, Quinta sezione penale, del 9 maggio 2017.

Motivazioni della sentenza

Secondo la cassazione la conservazione nel bilancio della società poi fallita, di un credito in realtà inesigibile, senza operare la svalutazione obbligatoria nella misura del 90%, aveva permesso all’impresa di proseguire l’attività senza prendere atto che il patrimonio netto era diventato negativo e che quindi era necessario provvedere alla ricapitalizzazione oppure alla liquidazione.

Conclusioni

L’articolo 223, comma secondo n. 1, della Legge fallimentare, punisce chiunque provoca o contribuisce a provocare il dissesto della società. Dissesto da intendere come squilibrio economico che conduce la società al fallimento e responsabilità che può coinvolgere anche chi contribuisce a causarne anche solo una parte, visto che il dissesto non costituisce un dato granitico e può essere reso più grave.

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