Fondo Automotive: in arrivo 300 milioni di euro per la transizione e l’innovazione della filiera
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha ufficialmente dato il via allo stanziamento di 300 milioni di euro dedicati al sostegno delle imprese della filiera automotive italiana. La misura, formalizzata tramite un decreto firmato dal ministro Adolfo Urso, si inserisce nell’attuazione del DPCM dello scorso 10 giugno, che ha provveduto al rifinanziamento delle risorse del Fondo Automotive 2026-2030. L’obiettivo primario è accompagnare il comparto in una fase cruciale di trasformazione industriale, puntando sulla transizione verde e sullo sviluppo di tecnologie avanzate in coerenza con i target europei di decarbonizzazione.
Gli ambiti di intervento e i programmi finanziabili
Il provvedimento mira a sostenere progetti d’investimento ad alto contenuto tecnologico. Nel dettaglio, i programmi ammissibili alle agevolazioni devono concentrarsi su tre direttrici principali:
- Sviluppo e produzione di nuovi veicoli: Attività di sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di veicoli inediti, soluzioni di mobilità innovative e sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni.
- Tecnologie avanzate per la mobilità: Realizzazione di parti, componenti, sistemi e tecnologie orientate a una mobilità che sia al tempo stesso sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura.
- Riconversione industriale: Interventi di diversificazione e riconversione verso tecnologie strategiche caracterizzate da un’alta intensità di ricerca e sviluppo.
Accanto agli investimenti produttivi, le aziende potranno abbinare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nonché specifici percorsi formativi per il personale dipendente (questi ultimi finanziabili entro il limite massimo del 10% dell’investimento complessivo).
Criteri di ripartizione delle risorse
Per garantire un impatto capillare ed equilibrato sul tessuto economico nazionale, il decreto stabilisce rigidi criteri di riserva e ripartizione dei fondi:
- Il 60% delle risorse è riservato a iniziative presentate da Piccole e Medie Imprese (PMI), con un occhio di riguardo particolare per le micro e piccole imprese, a cui è destinato un quarto di questa quota.
- Il 40% delle risorse è indirizzato a programmi da realizzare in stabilimenti situati nel Mezzogiorno, nello specifico nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.
- Quote premiali del 10% ciascuna sono inoltre riservate alle imprese in possesso del rating di legalità e della certificazione della parità di genere.
Tipologia di agevolazioni e modalità di accesso
Le agevolazioni – concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato – potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili. Le imprese interessate avranno la facoltà di presentare le richieste anche in forma congiunta, fino a un massimo di cinque partecipanti.
Le domande verranno valutate seguendo l’ordine cronologico di presentazione, mediante un’istruttoria strutturata in due fasi. Il Ministero assicura tempi certi per l’esito: la concessione delle agevolazioni sarà infatti deliberata entro 120 giorni dal ricevimento della domanda.
Le modalità operative e i dettagli procedurali per la presentazione delle istanze e la concessione degli incentivi saranno definiti in un successivo decreto direttoriale.
