| 

Super e iper ammortamento sostituiti dal credito d’imposta

Da quest’anno il super e l’iper-ammortamento saranno sostituiti dal credito d’imposta. Pertanto ilSuper e l’iper-ammortamentovedranno la loro ultima applicazione nel 2019.
Gli investimenti in beni strumentali effettuati dal 1° gennaio 2020 saranno agevolati da uncredito d’imposta.

Il nuovo credito d’imposta

Il nuovo credito d’imposta è riconosciuto alle imprese (e agli esercenti arti e professioni) che, a decorrere dal 1° gennaio 2020 efino al 31 dicembre 2020 effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.
Imprese ammesse
Saranno ammessetutte le imprese residenti nel territorio dello Stato(incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti),indipendentemente dalla forma giuridica,dal settore economico di appartenenza,dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.
Imprese escluse
Saranno escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal D.Lgs. n. 14/2019, o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.
Preclusione
L’accesso al nuovo bonus sarà precluso anche alle imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 231/2001.
Sicurezza sul lavoro
La fruizione del beneficio spettante è comunque subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
Beni esclusi
Il nuovo credito d’imposta non spetterà per:
– i veicolie gli altri mezzi di trasporto di cui all’art. 164, comma 1, TUIR;
– i beni materiali strumentali con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
– i fabbricati e le costruzioni;
– i beni indicati nella tabella di cui all’allegato 3 alla legge di Stabilità 2016 (ossia: condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali, dagli stabilimenti termali e idrotermali; condutture per la produzione e distribuzione di gas naturale; materiale rotabile).
Dal nuovo bonus saranno esclusi anche i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Bonus ad intensità variabile

Il nuovo credito d’imposta avràintensità variabile,ovvero la percentuale di agevolazione varierà a seconda della tipologia di investimenti, vediamo nello specifico.
Investimenti materiali Industria 4.0
Per gliinvestimenti materialiIndustria 4.0l’aliquota del credito d’imposta sarà pari al:
  • 40%per investimenti fino a 2,5 milioni;
  • 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a10 milioni di euro.

Con riferimento a tali beni, si applicheranno, in quanto compatibili, le disposizioni in materia diinvestimenti sostitutivipreviste per l’iperammortamento dall’art. 1, commi 35 e 36, della legge di Bilancio 2018, ai sensi dei qualila fruizione delle residue quote del beneficio, così come originariamente determinate,non verrà meno a condizione che:

a)la sostituzione del bene originario avvenga con un bene nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superioria quelle previste dall’Allegato A alla legge di Bilancio 2017;
b) l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell’interconnessione sianoattestati secondo le modalità previste per l’investimento originario.
Investimenti materiali Industria 4.0 – Allegato B
 
Per gli investimenti immateriali Industria 4.0ricompresi nell’allegato B, il credito d’imposta spetterà nella misura del15% del costo, nellimite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro.Saranno agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni di cui al predetto allegato B mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.
A differenza del superammortamento del 40% per beni immateriali 4.0, il nuovo beneficio non sarà vincolato all’acquisto di beni materiali Industria 4.0: ne potranno quindi fruire anche le imprese non beneficiarie dell’iperammortamento.
Investimenti materiali diversi da Industria 4.0
Perbeni strumentali materiali diversi dai precedenti, non connessi quindi a Industria 4.0 (si tratta pertanto dei beni ammissibili al superammortamento del 30%), il bonus sarà riconosciuto (a imprese ed esercenti arti e professioni) nella misura del 6% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Come potrà essere fruito

Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione (ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. n. 241/1997), in 5 quote annuali di pari importo, che si riducono a 3 per gli investimenti immateriali Industria 4.0.
 
L’utilizzo potrà partire a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni ovvero a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti materiali ed immateriali Industria 4.0.
 
ATTENZIONE: UTILIZZO DALL’ANNO SUCCESSIVO
 
Qualora l’interconnessione di detti beni avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione sarà comunque possibile iniziare a fruire del credito d’imposta per la parte spettante per i beni non Industria 4.0.
 
Il beneficionon concorrerà alla formazione del reddito né della base imponibile IRAPe non rileverà ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 (interessi passivi) e 109, comma 5, TUIR (spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi).
 
Sarà possibile cumulare il credito d’imposta con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, purché tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto.
 
Al bonus non si applicano i limiti di cui all’art. 1, comma 53, legge n. 244/2007, di cui all’art. 34, legge n. 388/2000 e di cui all’art. 31, D.L. n. 78/2010.

Cosa fare per poter fruire del credito d’imposta

Oltre a conservare la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili (le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati dovranno riportare il riferimento normativo) a pena di revoca, relativamente agli investimenti materiali e immateriali classificati “Industria 4.0”, le imprese dovranno produrre unaperizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o unattestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditatoda cui risulti chei beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e Be sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
 
Dichiarazione del legale rappresentante
Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro, la perizia potrà essere sostituita con una dichiarazione del legale rappresentante.
 

Comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico

Solo al fine di consentire al Ministero dello Sviluppo economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia del credito d’imposta, le imprese beneficiarie dovranno effettuare unacomunicazioneal Ministero dello Sviluppo economico (un apposito decreto direttoriale del Ministero dello Sviluppo economico ne fisserà il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione).
 
Il credito d’imposta non potrà formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale.
 
Se, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, i beni agevolati saranno ceduti a titolo oneroso o sono destinati a strutture produttive ubicate all’estero, anche se appartenenti allo stesso soggetto, il credito d’imposta sarà corrispondentemente ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo.
 
Il maggior credito d’imposta eventualmente già utilizzato in compensazione dovrà essere direttamente riversato dal soggetto entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verifichino le suddette ipotesi, senza applicazione di sanzioni e interessi.
 

In sintesi

Misura del credito d’impostaDescrizione dell’investimentoLimite
6%Beni materiali strumentali nuovi, diversi da quelli “4.0”2 milioni di euro
15%beni compresi nell’Allegato B della legge n. 232/2016700 mila euro
20%beni compresi nell’allegato A, di cui alla legge n.
232/2016
tra i 2,5 milioni e i 10 milioni di euro.
40%beni compresi nell’allegato A, di cui alla legge n.
232/2016
fino a 2,5 milioni di euro
 
 
 

Iscriviti alla Newletter

Non inviamo spam! Leggi la nostraInformativa sulla privacyper avere maggiori informazioni.

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*