TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO – COSA CAMBIA DAL 2026

La legge di bilancio 2026 interviene in modo significativo su questo istituto, introducendo modifiche che riguardano sia il settore pubblico sia quello privato, oltre a ridefinire alcuni aspetti della previdenza complementare.


Pubblica amministrazione: tempi di attesa ridotti per il TFS

Per i dipendenti pubblici arrivano novità sui tempi di erogazione del trattamento di fine servizio.
La manovra modifica l’articolo 3 del decreto-legge 79/1997, riducendo il periodo di attesa per chi lascia il lavoro per raggiunti limiti di età o di servizio.
Dal 1° gennaio 2027, chi maturerà i requisiti pensionistici vedrà il pagamento del TFS dopo 9 mesi dalla cessazione, invece dei 12 previsti finora. Un anticipo di tre mesi che punta a rendere più rapido l’accesso alle somme maturate.

Settore privato: più aziende obbligate a versare al Fondo TFR

Cambiamenti rilevanti riguardano anche i lavoratori del settore privato. La legge modifica l’articolo 1, comma 756, della legge 296/2006, ampliando la platea dei datori di lavoro tenuti a versare il contributo al Fondo per l’erogazione del TFR.
Le nuove soglie dimensionali sono le seguenti:
Dal 1° gennaio 2026: obbligo per le aziende con almeno 50 dipendenti, calcolati sulla media dell’anno precedente.
Per il biennio 2026–2027, l’obbligo scatterà solo oltre i 60 dipendenti.
Dal 1° gennaio 2032: la soglia minima scenderà a 40 dipendenti.
L’obiettivo è rendere più uniforme il sistema di finanziamento del TFR e ampliare la partecipazione delle imprese.

Previdenza complementare: adesione automatica e maggiore flessibilità

La manovra interviene anche sull’articolo 8 del decreto legislativo 252/2005, introducendo una
serie di novità che riguardano il rapporto tra TFR e previdenza complementare.

Libertà di contribuzione

Viene confermato il principio secondo cui ogni lavoratore, indipendentemente dalla modalità di adesione, può decidere liberamente l’entità del proprio contributo volontario.
Adesione automatica per i neoassunti
Dal 1° luglio 2026, chi entra per la prima volta nel mondo del lavoro privato sarà automaticamente iscritto al fondo pensione collettivo previsto dagli accordi applicati in azienda.
Il conferimento comprenderà:

  • l’intero TFR maturando
  • il contributo del datore di lavoro
  • il contributo del lavoratore (non obbligatorio sotto una certa soglia di reddito).

Il lavoratore avrà 60 giorni per rinunciare, scegliere un altro fondo o mantenere il TFR in azienda.

Se entro i 60 giorni dall’assunzione il lavoratore non comunica  una scelta esplicita sulla destinazione, scatta il meccanismo del silenzio-assenso.
I datori di lavoro dovranno fornire un’informativa chiara e completa. I fondi pensione, invece, saranno tenuti a proporre linee di investimento calibrate su età e orizzonte temporale degli aderenti.

Lavoratori non alla prima assunzione

Chi cambia datore di lavoro dovrà essere informato sulle opzioni disponibili e potrà indicare entro 60 giorni il fondo a cui destinare il TFR maturando. In assenza di scelta, scatterà l’adesione automatica.
Le modifiche relative alla previdenza complementare diventeranno operative dal 1° luglio 2026,
data entro la quale la COVIP dovrà aggiornare le proprie istruzioni.

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