Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse misure per incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici e favorire la tracciabilità delle transazioni. Tra queste rientra il Bonus POS, un credito d’imposta pensato per sostenere esercenti e professionisti nelle spese legate ai sistemi di pagamento digitale;
l’agevolazione è regolata dall’articolo 22 del Decreto legge n. 124 del 2019.
Che cos’è il Bonus POS
Il Bonus POS è un credito d’imposta riconosciuto agli esercenti che sostengono costi per:
- l’acquisto o il noleggio di un POS;
- le commissioni applicate sulle transazioni elettroniche (è previsto un credito d’imposta pari al 30 % delle commissioni addebitate dagli istituti di pagamento);
- l’adozione di strumenti evoluti di pagamento digitale.
L’obiettivo è ridurre e contrastare l’evasione e favorire la tracciabilità dei pagamenti.
A chi spetta
Il Bonus POS è destinato a:
- esercenti di attività commerciali, artigiani e negozianti;
- professionisti che operano con partita IVA;
- soggetti che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi verso consumatori finali.
Il requisito fondamentale è che il beneficiario non superi la soglia di ricavi e compensi di 400.000 euro.
Il requisito dimensionale va verificato con riferimento al periodo d’imposta precedente a quello di maturazione delle commissioni.
Ciò significa che nel 2026 il controllo dei valori di ricavi/compensi sarà fatto sul 2025.
Come si utilizza il credito d’imposta
Il Bonus POS viene utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, indicando il codice tributo 6916 previsto dall’Agenzia delle Entrate.
Non c’è nessuna comunicazione da fare, è la banca o il gestore del POS (Nexi, SumUp, Axerve, banca tradizionale, ecc.) che ogni mese invia all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle commissioni che ti ha addebitato.
In pratica, l’Agenzia riceve automaticamente:
- l’importo delle commissioni pagate
- la data
- il numero delle transazioni
- il totale delle spese collegate al POS
Questi dati diventano la base di calcolo del credito d’imposta.
Il credito:
- non concorre alla formazione del reddito;
- non rileva ai fini IRAP;
- può essere utilizzato a partire dal mese successivo alla spesa.
Si configura dunque come un operazione neutra.
Le somme recuperate tramite l’agevolazione devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta oggetto del bonus e in quelle successive, fino a conclusione dell’utilizzo.
È importante conservare fatture, contratti e documentazione bancaria che attestino le commissioni e i costi sostenuti.
Perché è importante per imprese e professionisti
Il Bonus POS rappresenta un’opportunità concreta per:
- ridurre i costi operativi legati ai pagamenti elettronici;
- adeguarsi agli obblighi normativi senza pesare sul bilancio;
- offrire ai clienti un servizio moderno, rapido e sicuro;
- migliorare la tracciabilità e la gestione amministrativa.
In un contesto in cui i pagamenti digitali sono sempre più diffusi, sfruttare il credito d’imposta significa ottimizzare i costi e migliorare la competitività.
Conclusioni
Il Bonus POS è uno strumento utile e vantaggioso per chiunque operi con il pubblico e utilizzi sistemi di pagamento elettronico. Conoscere le regole, le spese ammissibili e le modalità di utilizzo permette a imprese e professionisti di recuperare parte dei costi e gestire in modo più efficiente la propria attività.
