La Manovra 2026 introduce un pacchetto di incentivi contributivi che premia in particolare le assunzioni stabili di giovani nelle aree ZES del Mezzogiorno e delle madri con almeno tre figli minori, affiancandoli a misure su part-time agevolato e proroga dei bonus legati alle sostituzioni per maternità. Si tratta di strumenti pensati per sostenere occupazione giovanile e natalità, ma anche per aiutare le imprese a programmare il costo del lavoro nel medio periodo.
Nuovo bonus assunzioni giovani nelle ZES
Nel 2026 è previsto un nuovo incentivo contributivo per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani nelle aree della ZES Unica del Mezzogiorno.
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Destinatari: giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato, assunti o stabilizzati nel 2026 da datori di lavoro privati con sede in regioni ZES (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).
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Agevolazione: esonero dei contributi datoriali fino al 100%, per una durata massima di 24 mesi, con tetto mensile che, negli schemi sinora circolati, si allinea ai 500 euro ordinari elevabili a 650 euro per le assunzioni nelle ZES.
L’accesso al beneficio resta subordinato al rispetto delle condizioni generali in materia di aiuti di Stato, incremento occupazionale netto e regolarità contributiva. Un decreto attuativo dovrà definire in concreto misura dello sgravio, procedure di domanda (verosimilmente via Portale Agevolazioni INPS) e coordinamento con gli incentivi del Decreto Coesione prorogati al 2026.
Esonero per l’assunzione di mamme con tre figli
La Legge di Bilancio 2026 introduce a regime un esonero contributivo totale per chi assume lavoratrici madri con almeno tre figli minori di 18 anni.
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Requisiti lavoratrice: madre di almeno tre figli tutti minorenni, priva di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
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Importo agevolazione: esonero del 100% dei contributi a carico del datore (esclusi premi Inail) fino a 8.000 euro annui, da calcolarsi su base mensile.
La durata varia in base al tipo di contratto: 12 mesi per assunzioni a termine (anche in somministrazione), 18 mesi in caso di trasformazione da termine a tempo indeterminato e 24 mesi per le assunzioni direttamente a tempo indeterminato. La misura si inserisce in un quadro più ampio che vede anche il rafforzamento del bonus “mamme” in busta paga, elevato a 60 euro mensili, per favorire la permanenza al lavoro delle lavoratrici con figli.
Part-time agevolato per genitori con tre figli
Dal 2026 viene riconosciuta una priorità nella trasformazione del rapporto di lavoro a favore di lavoratrici e lavoratori con almeno tre figli conviventi.
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Priorità: diritto di precedenza nella conversione del contratto da full-time a part-time (orizzontale o verticale) o nella rimodulazione della percentuale di lavoro (anche con riduzioni pari o superiori al 40%), fino ai 10 anni del figlio più piccolo e senza limiti di età in caso di figli disabili.
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Incentivo al datore: esonero contributivo del 100% (esclusi premi Inail) fino a 3.000 euro annui per 24 mesi per chi concede il part-time “senza ridurre il monte ore complessivo” in azienda, aprendo così spazio a nuove assunzioni.
La logica è duplice: da un lato facilitare la conciliazione vita-lavoro per famiglie numerose, dall’altro stimolare le imprese a gestire in modo più flessibile gli orari, beneficiando al tempo stesso di uno sconto strutturale sul costo contributivo.
Proroga bonus sostituzioni per maternità
Viene potenziato il meccanismo che già consente ai datori di lavoro, con meno di 20 dipendenti, di assumere personale in sostituzione dei lavoratori assenti per maternità, paternità, congedo parentale o malattia del figlio.
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Regime vigente: assunzioni a termine o in somministrazione, anche fino a un mese prima dell’astensione e fino al compimento di un anno di età del bambino (o dall’accoglienza in caso di adozione/affido), con sgravio del 50% dei contributi datoriali.
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Novità 2026: la Manovra consente di estendere il rapporto agevolato anche al periodo di affiancamento dopo il rientro della lavoratrice o del lavoratore sostituito, mantenendo lo sgravio contributivo fino al compimento dell’anno di vita del figlio.
L’obiettivo è rendere più fluida la gestione del rientro dalla maternità o paternità, evitando uno “stop” brusco sia nelle organizzazioni aziendali sia nell’utilizzo dell’incentivo contributivo.
Altre novità: abrogazioni ed estensioni interpretative
La Manovra interviene anche su alcune agevolazioni esistenti, con abrogazioni e chiarimenti interpretativi.
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Stop al bonus giovani studenti: viene cancellato il bonus contributivo introdotto nel 2019 per le imprese che effettuavano erogazioni liberali alle scuole tecniche/professionali e assumevano a tempo indeterminato giovani diplomati, misura che non ha mai trovato concreta attuazione.
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Estensione agli intermediari assicurativi: una norma di interpretazione autentica, con effetto retroattivo dal 1° luglio 2022, estende il bonus assunzioni 2021–2022 per under 30 e la decontribuzione Sud 2021–2024 anche a broker, agenti, subagenti e altri intermediari assicurativi operanti nelle regioni agevolate; il relativo credito potrà essere utilizzato nel 2026.
Per imprese e studi professionali del Mezzogiorno, in particolare, il 2026 si profila come un anno chiave per ripensare politiche di reclutamento e organizzazione del lavoro alla luce di un quadro di incentivi fortemente orientato a giovani, famiglie numerose e stabilizzazione dell’occupazione.
